Nicolò Grazioli
Nicolò Grazioli

Legnano (Milano), 22 agosto 2019 - Nicolò Grazioli è stato nominato «Ambasciatore del gusto». Al pari di Carlo Cracco, o Antonino Cannavacciuolo, solo per fare qualche nome. Il prestigioso riconoscimento arriva dall’«Associazione italiana ambasciatori del gusto», nata a Milano nel 2016, realtà senza scopo di lucro ed espressione dell’eccellenza della ristorazione e della pasticceria italiana.

Nicolò Grazioli è raggiante e ci spiega: «Ambasciatori del gusto è un’idea nata prima di Expo, con l’obiettivo di portare le conoscenze enogastronomiche e agroalimentari in tutto il mondo. L’associazione intende valorizzare le ricette e i prodotti a marchio «made in Italy», e la cultura legata al cibo».  Si diventa ambasciatori presentando una domanda, che deve essere controfirmata da un associato fondatore. «Io l’ho inviata a luglio, e qualche giorno fa ho saputo che era stata accolta - riprende -. Sono felice di far parte di questa associazione giovane, con valori in cui mi riconosco. Non mira solo a rafforzare le eccellenze dalla cucina italiana, ma molto spazio dedica anche ai progetti sociali: solo per fare qualche esempio, dal sostegno al Centro di formazione professionale alberghiero di Amatrice, all’attenzione ai giovani che vogliono lavorare nel mondo della ristorazione, alle idee forti per i Paesi in via di sviluppo, alle cene di solidarietà per raccogliere fondi per la formazione. Essere parte di questa associazione significa dunque avere uno scambio di opinioni al massimo livello, ampliare il giro di lavoro, crescere in tutti i sensi, e non solo professionalmente».

Nicolò al sociale ci tiene davvero e lo dimostra facendo il donatore in Avis. Questa è per lui un’estate di belle soddisfazioni. Ricordiamo che in giugno i suoi prodotti hanno ottenuto il massimo punteggio nella nuova guida del Gambero rosso «Pane e panettieri d’Italia». Classe 1991, il Nostro nasce a Magenta e fin da piccolo muove i primi passi in panetteria con il padre Massimo. «Uno dei miei primi ricordi è quando da bambino facevo i mucchietti di brioches in panificio con papà», dice. Nel 2014 si laurea alla Cattolica di Milano in Scienze dei fenomeni sociali e dei processi organizzativi. Dal luglio del 2016, dopo la scomparsa di papà Massimo, prende le redini del panificio, che ha deciso di gestire nel segno della «famiglia». Da allora ha tenuto svariati corsi di panificazione per Slow Food Legnano, Slow Food Milano, Eataly Torino e Fico Eataly World di Bologna. Nel 2017 diventa formatore Slow Food Italia per il pane ai cereali.