Milano-Tirano, treni cancellati e ritardi: ennesima giornata da incubo per i pendolari Trenord

Ritorno a casa complicato per molti lecchesi e valtellinesi su una delle più importanti direttrici di una Regione che dovrebbe essere la locomotiva d’Italia

Pendolari alla Stazione Centrale di Milano
Pendolari alla Stazione Centrale di Milano

Lecco, 3 ottobre 2023 – Un ritorno a casa fantozziano quello di martedì pomeriggio per i pendolari della Milano–Lecco–Sondrio–Tirano, la linea ferroviaria che più delle Olimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026 sembra quella di una scalcinatissima Repubblica delle Banane. 

I viaggiatori sul treno in ritardo in partenza sono stati fatti scendere dal treno per trasferirsi su un altro che sarebbe partito prima, ma quello in ritardo da cui sono stati fatti scendere è partito quasi subito, quello su cui sono stati fatti salire invece è rimasto fermo in stazione. Sembra quasi una barzelletta, ma non lo è.

A raccontarlo è Giorgio Dahò, portavoce degli oltre 20mila studenti, lavoratori e turisti che quotidianamente prendono il treno avanti e indietro tra la Valtellina e Milano, passando per l'Alto Lario, la città dei Promessi sposi e la Brianza.

Il racconto

“Ancora una serata di caos sulla direttrice ferroviaria Milano-Lecco-Sondrio-Tirano, con comunicazioni da fare invidia alle peggiori fake-news – riassume -. Il treno Regio Express 2874 da Milano per Lecco delle 17.50 era in partenza in ritardo di 20 minuti, come spesso accade, a causa dell’attesa del personale viaggiante.

Nonostante questo treno, insieme al fratello RE 2876 delle 18.48, venga ormai evitato dai pendolari come la peste, moltissimi viaggiatori si sono avventurati a salirci pensando di guadagnare qualche minuto per arrivare a casa. Appena saliti, però, i passeggeri sono stati subito freddati da un chiaro annuncio che invitava i malcapitati a prendere il RE 2836 delle 18.20 pronto sul binario 7, in quanto quel treno sarebbe partito con ulteriori 15 minuti di ritardo”.

La beffa

Quasi tutti hanno seguito il consiglio, salvo ritrovarsi aspramente beffati: “Appena saliti sul 2836 – prosegue il rappresentante dei pendolari - il 17.50 è partito (quasi un’ora dopo) lasciando tutti senza parole. Un’autentica presa in giro. Occorre anche dire che il 2836 delle 18.20 era in composizione ridotta di solo sei vagoni, cosa purtroppo usuale da alcuni mesi, ed evidentemente a digiuno di manutenzione con diverse porte guaste e, ovviamente, sovraffollato tanto che salirci era un’impresa e a rischio soffocamento. Intanto il tempo passava e il treno non si muoveva.

Qualcuno ha cominciato a intuire che c’era qualcosa che non andava ed a scendere cercando informazioni. Finalmente diventa palese che c’è un guasto: volano anche male parole verso il capotreno, mentre il tabellone aumenta il ritardo previsto per la partenza di 10, 20, 30 minuti... Il solito balletto di numeri, insomma, ma il guasto non veniva risolto.

I ritardi

In alternativa ci sarebbe dovuto essere il RE 2876 delle 18.48: “Già – aggiunge  Dahò -, però il tempo passava e quel treno non veniva piazzato. Alla fine i viaggiatori, alcuni in attesa dalle 17.50, sono dovuti salire sul RE 2838 delle 19.20 per Tirano”.

Per la cronaca: il 2874 è arrivato a Lecco con mezz'ora di ritardo, il 2836 è morto definitivamente a Lecco dopo esservi giunto con sessanta minuti di ritardo, il 2876 è partito ed arrivato a Lecco con quasi un’ora di ritardo. Una serata di ordinaria follia insomma, come capita spesso al mattino o alla sera, su una delle più importanti direttrici di una Regione che dovrebbe essere la locomotiva d’Italia.