
Il ponte storico San Michele a Paderno d'Adda
Una brutta fine. È il destino che attende lo storico ponte San Michele. Dopo quasi un secolo e mezzo di onorato servizio, non verrà più utilizzato e non diventerà nemmeno più una delle meraviglie del mondo. A temere e insieme profetizzare la brutta fine del San Michele sono gli attivisti del Comitato Ponti di Paderno d’Adda, nettamente contrari alla costruzione proprio accanto ad esso del futuro nuovo collegamento viario e ferroviario che lo rimpiazzerà. Il nuovo ponte infatti renderà impossibile candidare il San Michele a sito Unesco, deturperà irrimediabilmente la valle dell’Adda, dirotterà sulle strade della zona 2mila camion e 14mila auto al giorno, rispetto alle 5.700 attuali.
"Sono motivazioni più che sufficienti per rigettare le proposte di quanti insistono nella costruzione del nuovo ponte a ridosso del San Michele, della cui importanza storica e del cui valore come attrattiva turistica non si curano affatto", denunciato dal Comitato Ponti. Il riferimento è all’assessore regionale alle Opere pubbliche Claudia Maria Terzi e al ministro alle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, che non hanno spinto affinché il nuovo ponte venga realizzato più a sud, lontano dal San Michele, per risparmiare sui costi che altrimenti sarebbero lievitati.
"Per un evento come le Olimpiadi invernali del 2026 che dureranno un mese, sono disposti a spendere milioni di euro, mentr per un riassetto viabilistico che durerà centinaia di anni, si andrà al risparmio", è la considerazione dei soci del Comitato Ponti. A rischio, oltre che il San Michele, è anche la salute di quanti abitano a Paderno, che verrà attraversata appunto da migliaia di veicoli in più rispetto ad oggi.