Merate, una sorpresa spunta dai lavori di restauro: il volto di Alessandro Manzoni nell’ex collegio

L’immagine è riemersa durante i lavori nell’edificio frequentato dal poeta quando era bambino. L’esperto: “Una grande somiglianza. Sembra proprio il suo ritratto”

I lavori di restauro e, nel riquadro, il volto di Manzoni

I lavori di restauro e, nel riquadro, il volto di Manzoni

Merate (Lecco) – Un volto di profilo, dalla capigliatura stempiata, le folte basette, lo sguardo austero, un naso prominente e le orecchie importanti. Assomiglia a quello di Alessandro Manzoni e molto probabilmente lo è. Si tratta di un affresco, ritrovato sotto uno strato di intonaco che ricopriva la volta dello scalone dell’ex collegio, poi trasformato in scuola media statale di Merate, dove il Sommo - di cui nel 2023 è stato celebrato il 150esimo della sua morte avvenuta il 22 maggio 1873 all’età di 88 anni - ha frequentato le elementari dell’epoca tra il 1791 e il 1796, quando aveva tra i 6 e gli 11 anni. Il rinvenimento è avvenuto nei giorni scorsi, in concomitanza con il compleanno dell’autore de I promessi sposi, che ricade il 7 marzo.

"Al primo impatto tutti abbiamo pensato ad Alessandro Manzoni – spiega il consigliere comunale delegato Alessandro Vanotti -. Per evitare errori di interpretazione, magari dovuti all’entusiasmo, abbiamo interpellato un archeologo che sta compiendo delle ricerche". L’esperto incaricato è il meratese Luca Codara: "Una grande somiglianza in effetti c’è e dalle prime verifiche sembra proprio il suo ritratto", anticipa.

Per una conferma ufficiale dovrà comunque setacciare gli archivi e spulciare documenti, ammesso che ne esistano in merito. L’ipotesi è che il dipinto sia un omaggio postumo all’illustre allievo, che, secondo alcune malelingue che hanno tramandato la diceria di generazione in generazione, nel collegio meratese, che era gestito ai suoi tempi dai padri somaschi, non si sarebbe trovato affatto bene. In realtà lo stesso, il 13 ottobre 1863, quando era già “Il Manzoni”, ha smentito di persona tale leggenda, esprimendo anzi di proprio pugno "la più sentita riconoscenza" nei confronti di rettori, maestri e compagni d’infanzia. L’affresco è stato riportato alla luce durante l’intervento in corso per il restauro e la pulitura della volta e delle pareti appunto dello scalone dell’ex collegio: prima sono emerse delle cornici e delle greche che risalgono probabilmente all’800, successivamente, in un medaglione decorato, la testa verosimilmente di Alessandro Manzoni.