DANIELE DE SALVO
Cronaca

Sindaco per l’ottava volta a Erve: “Guido il Comune da 44 anni. Lasciare? Ancora presto”

Gian Carlo Valsecchi, 63 anni, è stato eletto la prima volta nel 1980, l’ultima con il 74% pochi giorni fa: "Siamo un paese felice, è bello impegnarsi se il clima è sereno"

Gian Carlo Valsecchi, eletto sindaco di Erve per l'ottava volta. Nella foto, com'era durante il primo mandato e com'è oggi

Gian Carlo Valsecchi, eletto sindaco di Erve per l'ottava volta. Nella foto, com'era durante il primo mandato e com'è oggi

ERVE (Lecco) – La prima volta che è stato nominato, era il sindaco più giovane d’Italia. Ora è tra i più longevi. Gian Carlo Valsecchi, 63 anni, da 44 amministratore comunale, alle ultime comunali, è stato eletto per l’ottava volta sindaco di Erve, piccolo paese di 670 abitanti della provincia di Lecco. Ha vinto con il 74% dei voti, quasi un plebiscito.

Che ricordi ha di quando è diventato sindaco per la prima volta?

"Era il 1980. Avevo vent’anni. Avevo appena terminato la naja. Ero presidente della Pro loco da quando avevo 17 anni e mi avevano affidato l’incarico di scegliere i candidati in lista per la Dc. Era la prima volta che mi candidavo. All’epoca erano i consiglieri comunali a scegliere il sindaco tra gli eletti: al mio posto avremmo dovuto scegliere un altro, che però ha declinato la nomina, così hanno scelto me".

Poi però ci ha preso gusto...

"Sono stato scelto nuovamente nel 1985 e nel 1990. Nel 1994, con l’elezione diretta del sindaco, sono stato scelto direttamente dagli elettori, come nel’99. Nel 2004 non ho potuto ripresentarmi come sindaco per il limite dei mandati, ma sono diventato vice. Siccome nel frattempo ero diventato assessore provinciale, non mi sono candidato nemmeno nel 2009, continuando però a fare il vicesindaco. Sono stato poi rieletto primo cittadino nel 2014, nel 2019 e lunedì scorso, per l’ottava volta. Solo il collega e amico Pier Achille Lanfranchi di Fortunago è stato eletto più volte di me: nove. Siamo entrambi consiglieri dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni".

Fare il sindaco di un piccolo paese è un impegno e una responsabilità. Chi glielo fa fare?

"La passione. Quando c’è una bella atmosfera, come nel nostro paese, è bello amministrare. E lo è ancora di più quando si riescono a realizzare opere importanti, perché un conto sono le parole, un conto i fatti".

Qual l’opera di cui è più orgoglioso?

"Credo di averne realizzate tante: ho rifatto l’acquedotto comunale; ho portato la rete del metano che prima non c’era; ho sistemato il municipio che era in condizioni pessime; ho realizzato il centro sportivo comunale; la nostra scuola, che risale agli anni ‘60, è come nuova ed è stata la prima a indirizzo montessoriano in provincia".

Cosa le manca ancora da realizzare?

"Dobbiamo mettere sempre più in sicurezza il territorio dai dissesti idrogeologici. A breve avvieremo due nuovi cantieri da 1 milione di euro e presto sistemeremo la strada provinciale, che è l’unico collegamento di Erve. I soldi non piovono dal cielo, bisogna saper lavorare in sinergia con gli altri enti".

Non crede sia giunto il tempo di cedere il testimone a qualcuno di più giovane?

"In lista con me si sono candidati tre giovani, mentre il candidato dell’altra lista è uno studente di appena 18 anni che deve ancora fare la maturità. Credo sia stato il candidato sindaco più giovane d’Italia. Quando arriverà il momento passerò la mano".