DANIELE DE SALVO
Cronaca

Barzio, il grande cuore degli Alpini: nuovi lavori al rifugio Cazzaniga-Merlini

Fra gli interventi il ripristino delle facciate e l’installazione dell’impianto di sanificazione dell’acqua piovana. La struttura è attualmente gestita da due giovani valtellinesi

Il rifugio Cazzaniga-Merlini

Il rifugio Cazzaniga-Merlini

Barzio, 10 luglio 2025 – Un nido dell’aquila ancora più bello. Dopo il massiccio intervento di manutenzione straordinaria del rifugio Cazzaniga–Merlini ai Piani di Artavaggio, rimasto chiuso più di due anni, sono in programma altri lavori. L’elenco è lungo: la copertura dell’edificio con l’inserimento dell’impianto fotovoltaico, ripristino delle facciate, la sostituzione degli infissi; l’impianto di sanificazione dell’acqua piovana; la ristrutturazione della parte più antica, il cuore del rifugio.

Il rifugio è stato costruito tra il 1927 e il 1930 e inaugurato il 29 giugno 1931, su progetto del noto architetto lecchese Mino Fiocchi. Il Cazzaniga è stato poi distrutto dai nazi-fascisti durante la Seconda guerra mondiale perché era un nascondiglio dei partigiani.

Al termine del conflitto, gli alpini lecchesi lo hanno ricostruito sobbarcandosi le spese e inaugurandolo di nuovo nel 1952: alla cerimonia ha partecipato il cappellano della ritirata di Russia don Carlo Gnocchi, nel 2009 proclamato beato. Nel 1972 al nome Cazzaniga è stato aggiunto quello di Ugo Merlini, il presidente dell’Ana di Lecco e poi nazionale Ana che tanto si è adoperato per restituire la struttura agli appassionati di montagna.

Attualmente il Cazzaniga–Merlini, a 2mila metri di quota, è gestito da Valery e Davide, due giovani capanat della Valdidentro di 27 anni lei, 32 lui.

Ad annunciare i nuovi lavori è stato nei giorni scorsi il presidente degli alpini lecchesi Emiliano Invernizzi in occasione del 72° Raduno sezionale. “Per eseguire questi interventi abbiamo partecipato a un bando regionale da cui siamo stati esclusi per un cavillo – ha spiegato il presidente dell’Ana –. Questo inconveniente, però, non ci fermerà. I lavori saranno eseguiti comunque”. Come del resto sono stati eseguiti i precedenti, soprattutto grazie all’impegno di volontari. All’adunata hanno partecipato oltre 300 penne nere, provenienti anche da Comol Monza, Milano, Brescia e Varese.

“Un ritorno alle origini nella nostra casa dell’aquila – le parole del presidente –. Il richiamo della montagna ai propri figli”, ha ricordato. E non soltanto alpini, visto che erano presenti anche numerosi familiari.