Milano, 24 febbraio 2021 - Smartworker di tutta Italia, unitevi. È nato "Smart but strong", il primo sindacato degli home worker in Italia. Con la diffusione dei lavori digitali svolti in buona parte da remoto, tendenza "esplosa" a causa della pandemia, l'affermarsi di nuove forme sindacali più in linea con i tempi moderni diventa una naturale conseguenza.

Stabilizzare il lavoro da casa

Tutto è partito da un gruppo di impiegati milanesi che nel 2020 hanno sperimentato l'home working come strategia aziendale per far fronte all'avanzare del Covid-19. I "colletti bianchi" ne hanno immediatamente colto i numerosi vantaggi come una drastica riduzione dello stress, maggior tempo libero guadagnato eliminando il percorso casa-ufficio e un netto risparmio sulle spese del carburante, dei mezzi pubblici e delle pause pranzo. Per loro è venuto spontaneo chiedersi cosa potrà succedere una volta che l'emergenza sanitaria sarà conclusa.

Gli animatori del gruppo "Smart but strong" sono infatti convinti che un ritorno al lavoro in presenza al 100% sarebbe sicuramente un passo indietro in termini di qualità della vita e benefici ottenuti. Da questo dubbio è maturata, quindi, la necessità di unirsi in un gruppo sindacale per difendere lo status quo raggiunto grazie alla nuova modalità lavorativa.  Sul sito ufficiale dell'organizzazione www.smartbutstrong.org il messaggio è chiaro: ''Vogliamo contribuire alla diffusione della cultura del lavoro agile nel nostro paese per vincere le grandi sfide che ci attendono, competitività, eguaglianza, lavoro, ambiente''.

Le armi del nuovo sindacato 

I rappresentanti di "Smart but Strong" non escludono intese con le organizzazioni tradizionali, ma intendono impegnersi per trovare nuove strategie di lotta. ''Non siamo in conflitto con le tradizionali forme sindacali, anzi siamo disponibili al dialogo per raggiungere risultati comuni - affermano - Però crediamo che nell'epoca attuale ci sia bisogno di organizzazioni più adatte a difendere le nuove figure lavorative nate dalla rivoluzione digitale. Oggi esistono strumenti potenti per far sentire la nostra voce. Non dimentichiamoci infatti che ogni lavoratore è anche un consumatore ed un elettore, possiamo quindi utilizzare la nostra scelta d'acquisto o il nostro voto come armi per influenzare e perseguire i nostri obiettivi".

Diverse le linee guida da seguire. "Ad esempio - affermano - possiamo decidere di comprare un prodotto o un servizio di un'azienda che ha mostrato di condividere i nostri stessi valori, oppure possiamo orientare il nostro voto verso il partito politico che includerà nel proprio programma di governo le nostre battaglie''.