Smart working
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L’effetto caverna, sì. Ma non solo. Lo smart working sta provocando alcuni vantaggi ad enti pubblici e cittadini, non sempre sufficienti per compensare gli svantaggi, però. Il Comune ha quantificato quante spese ha risparmiato da quando i dipendenti lavorano da casa: 6,5 milioni di euro. Dall’inizio del primo lockdown ai giorni nostri. Circa nove mesi di lavoro agile per migliaia di...

L’effetto caverna, sì. Ma non solo. Lo smart working sta provocando alcuni vantaggi ad enti pubblici e cittadini, non sempre sufficienti per compensare gli svantaggi, però. Il Comune ha quantificato quante spese ha risparmiato da quando i dipendenti lavorano da casa: 6,5 milioni di euro. Dall’inizio del primo lockdown ai giorni nostri. Circa nove mesi di lavoro agile per migliaia di lavoratori comunali. Ma vediamo nei dettagli la tabella con le singoli voci. La riduzione di spese più consistente riguarda il riscaldamento (-2,3 milioni di euro), che è rimasto spento in molti uffici per diversi mesi del 2020, seguita da quella relativa al risparmio energetico (-1,7 milioni di euro). Le altre voci indicate sono i minori costi per la manutenzione dei fabbricati (-958 mila euro), per le spese per i servizi (-683 mila euro), per la manutenzione degli impianti termici e idrici (-600 mila euro). Un piccolo risparmio (-19.400 euro) anche per i trasferimenti. Il totale, comprese anche altre voci non menzionate, fa -6.504.238 euro.

Il consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico legge i i dati e commenta: "I 6 milioni e mezzo risparmiati “grazie” allo smart working sono meno dell’1% rispetto all’enorme buco di bilancio nelle casse del Comune. Non ho ancora avuto risposte in merito al risparmio accantonato per i ticket restaurant non erogati a chi svolge il lavoro dalla “grotta’’, pardon, da casa. Oltre al danno per i lavoratori c’è stata anche la beffa di dover pagare a proprie spese energia elettrica, connessione internet e consumo telefonico. In alcuni casi il datore di lavoro ha obbligato i dipendenti pubblici a comprarsi un PC per far fronte all’emergenza".

De Chirico conclude così: "Se l’amministrazione avesse veramente a cuore i propri lavoratori dovrebbe erogare un “premio Covid” per risarcire, in parte, le spese sostenute per il lavoro agile. Presenterò un odg al bilancio per riconoscere questo bonus ai dipendenti del Comune".

Massimiliano Mingoia