FEDERICA PACELLA
Economia

Lombardia: per trovare lavoro la laurea serve sempre di più, ma in provincia molti si fermano alla terza media

In Lombardia uno su cinque tra i 25 e i 49 anni ha solo la licenza media. Lontano dalle città la percentuale sale fino al 76% di Val Rezzo, nel Comasco. E dove l’istruzione si interrompe aumenta il dato di chi non trova impiego

In Lombardia solo un terzo degli under 40 sono laureati

In Lombardia solo un terzo degli under 40 sono laureati

Opportunità lavorative migliori per chi studia, ma in Lombardia circa il 26% della popolazione tra i 25 e i 49 anni ha un titolo che non va oltre la terza media. I tassi di occupazione restano, per ora, comunque buoni rispetto al resto del Paese, ma è indubbio che negli ultimi anni si è rafforzato molto il lavoro tra livello di istruzione e accesso al lavoro, perché, sia nel pubblico che nel privato, sono richiesti titoli di studio sempre di maggiore livello (diploma, laurea).

Secondo l’elaborazione di openpolis-Con i Bambini, che ha incrociato i dati Istat di occupazione e titoli di studio della popolazione tra i 25 e i 49 anni residenti in ciascun comune nell’ambito della ricerca sulla povertà educativa, la scuola resta uno dei fattori che determinano le maggiori o minori possibilità di occupazione. Per questo, è essenziale garantire un diritto equo all’istruzione di qualità, in quanto i comuni con bassa scolarità spesso coincidono anche con quelli a bassa occupazione.

Va detto che la Lombardia è un territorio ‘felice’ rispetto ad altre regioni, soprattutto del Sud, perché il tessuto imprenditoriale è particolarmente solido, con una richiesta di lavoro da parte delle imprese che spesso supera l’offerta. Tuttavia, guardando le medie delle varie province, si vede che, quasi sempre, dove è più alta la percentuale di popolazione con titoli fino alla terza media risulta anche più basso la percentuali di occupati. Tra le province, Como e Varese sono quelle che hanno la percentuale di residenti fra 25 e 49 anni occupati (il 75%), a fronte di un 25% di persone di quella fascia d’età che hanno al massimo la licenza media. Ci sono poi casi record, come quello del comune di Val Rezzo (provincia di Como) dove dei 58 residenti tra 25 e 49 anni quasi il 76% non va oltre la licenzia media; l’occupazione è al 69%, sotto la media lombarda dell’80%.

Sempre in provincia di Como si trova il Comune con meno occupati tra 25 e 49 anni: a Cavargna, lo è solo il 31%, a fronte di una percentuale molto alta 54,4% di persone con solo la licenza media (su 45 residenti). Una migliore occupabilità di chi ha un livello di istruzione più elevato è un dato che riflette un mercato del lavoro che richiede un numero di competenze, tecnologiche e non, più alto rispetto al passato. Tuttavia questa tendenza finisce con l’acuire i divari sociali esistenti, considerato che la probabilità di abbandonare dipende ancora oggi in modo così sistematico dalla condizione di partenza di ragazze e ragazzi. Va detto che, in Lombardia, molti comuni, soprattutto tra Brescia, Cremona, Mantova e Bergamo, si trovano nella situazione di avere una percentuale di diplomati sotto la media e occupazione sopra la media, segno che la richiesta di lavoro di personale non necessariamente formato resta alta.