Milano, 2 ottobre 2021 - E' stata ribattezzata la stangata d'autunno, con rincari in bolletta fino al 30% per l'energia e 15% per il gas anche dopo l'intervento tampone del Governo. La primavera però potrebbe portare buone notizie, in altre parole una discesa dei prezzi. E' quello che sperano le famiglie che a fine 2021 pagheranno fino a 145 euro in più rispetto all'anno precedente. Ad alimentare la speranza è il ministro alla transizione ecologica Roberto Cingolani che ha parlato dei rincari in bolletta alla conferenza stampa finale della Pre-Cop26 di Milano. "Speriamo che dopo il primo trimestre del 2022 saranno aperte nuove pipeline (tubature, ndr)  e torneremo a prezzi più ragionevoli del gas. Ma rimaniamo sulla strada dell'uscita dal gas». Poi l'approfondimento. "Le bollette aumentano all'80% per l'aumento del prezzo del gas e al 20% per quello del carbonio - ha aggiunto Cingolani -. Non si può dire che la transizione energetica aumenti il costo dell'energia. Vogliamo uscire dal gas e servono investimenti sulle rinnovabili".

Il processo ovviamente sarà graduale. "Con le rinnovabili, per garantire continuità alla rete elettrica in un primo tempo servirà il gas - ha infatti chiarito Cingolani -. Noi cerchiamo di investire sulle batterie per l'accumulo di energia, ma queste al momento costano 5 volte quello che costano le centrali a gas. Ma sono fiducioso che in cinque anni queste tecnologie scenderanno di prezzo".