Con l’autunno arriverà la stangata per le bollette di luce e gas. L’ultimo rincaro è del 1° luglio, quando l’Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) ha aggiornato le tariffe elettriche e del gas secondo i costi di produzione nel consueto report trimestrale

L'Unione nazionale consumatori calcola che, nell'ipotesi di prezzi costanti su base annua, i rincari comporteranno 56 euro in più per la luce e 158 euro per il gas per una spesa di 214 euro in più all’anno; secondo il Codacons questa serie di aumenti potrebbe pesare fino a 1.500 euro in più a nucleo familiare.

Rincari:  l’analisi trimestrale dell’Enea

Già nei mesi scorsi i rincari avevano colpito, e non poco:  l’Enea nell’Analisi trimestrale del sistema elettrico diffusa nei giorni scorsi ha rilevato che già nella prima metà dell’anno in Italia erano in forte aumento i consumi di energia, i costi e anche le emissioni di CO2, diventate carissime; inoltre già il 1° luglio le bollette di luce e gas avevano avuto un aumento consistente. Ma, in attesa che il Governo dispieghi le sue decisioni per mitigare i rincari, i numeri per l’autunno sono molto seri.

Rischio aumenti tra il 20 e il 30%

Diciamo subito che si tratta di previsioni e che quindi bisogna usare la massima prudenza nel considerare completamente attendibili queste percentuali. Le scelte del Governo potrebbero infatti mitigare l’impatto degli aumenti anche se gli esperti di economia dell’energia sono molto allarmati: il 1° ottobre le bollette del gas potrebbero crescere oltre il 30%, quelle della corrente elettrica del +20%.

Il 1° ottobre l’autorità dell’energia Arera aggiornerà come ogni tre mesi le tariffe di corrente elettrica e gas, avvicinandole ai costi di produzione e ai mercati internazionali. Nello stesso giorno partiranno i contratti annuali di fornitura ai grandi consumatori e alle imprese, poiché per convenzione l’anno termico contrattuale va dal 1° ottobre al 30 settembre.

I rincari dei carburanti

Cresce, ma questa non è una grande novità, anche il prezzo dei carburanti, anche se meno rispetto alle ultime volte. In questo caso il ruolo della materia prima, il petrolio, rappresenta appena un terzo del prezzo finale, mentre i due terzi sono rappresentati dalle penalizzazioni fiscali. Alla rilevazione condotta il 6 settembre dal ministero dello Sviluppo economico, la benzina costa in media 1,65 euro al litro, di cui 62 centesimi di costo industriale e 1,03 euro di disincentivo fiscale, e il gasolio 1,50 euro al litro di cui 61 centesimi di costo industriale e 89 centesimi di fisco.

Preoccupate anche le imprese

Grande preoccupazione è già stata espressa anche da tutte le imprese, piccole e medie, gli artigiani, i supermercati e i negozi per i banchi surgelatori, le celle frigorifere, la climatizzazione e tutte le altre applicazioni della corrente elettrica e del gas.