MARIA GRAZIA LISSI
Cultura e Spettacoli

Il Trovatore, musica allo stato puro: "Il melodramma racconta di noi"

Vincenzo Milletarì dirige la Sinfonica: "Come non innamorarsi del libretto bello e “difettoso“ di Verdi"

Vincenzo Milletarì dirige la Sinfonica: "Come non innamorarsi del libretto bello e “difettoso“ di Verdi"

Vincenzo Milletarì dirige la Sinfonica: "Come non innamorarsi del libretto bello e “difettoso“ di Verdi"

È impossibile non amare "Il Trovatore", capolavoro verdiano che ci fa viaggiare fra ombre, tenebre e qualche spiraglio di luce. Fra le opere italiane più conosciute dal grande pubblico "Il Trovatore" di Giuseppe Verdi, libretto di Salvadore Cammarano, approda all’Auditorium di Milano in forma di concerto; appuntamento domani sera alle ore 20. Alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano il Maestro Vincenzo Milletarì, il cast vocale è composto da Angelo Villari nel ruolo di Manrico; Alessia Panza è Leonora; Silvia Beltrami Azucena; Adolfo Corrado Ferrando; Ernesto Petti il conte di Luna; il Coro dell’Orchestra Sinfonica è diretto dal Maestro Massimo Fiocchi Malaspina. Formatosi al Conservatorio di Milano e alla Royal Academy of Music di Copenhagen, Milletarì ha rivelato molto presto un talento innato unito a una ricerca continua.

Maestro, questa volta Il Trovatore non sarà rappresentato ma solo ascoltato. "Già lo scorso anno con “Suor Angelica“ di Puccini abbiamo aperto le porte all’opera, la seconda tappa non poteva che essere Verdi. Il Trovatore ha una musica così potente da non aver bisogno di una messa scena, regge da sola. Questo concerto anticipa la trilogia verdiana che, con l’Orchestra Sinfonica, porteremo in autunno a Piacenza".

Il Trovatore è un’opera dalla musica meravigliosa, ma con uno dei peggiori libretti verdiani. "Non sono d’accordo. Innanzitutto è un testo non finito, l’autore scompare all’improvviso nel 1852, il compositore lo legge e decide di sistemarlo lui stesso; Verdi aveva già messo mano al libretto di “Attila“ ma in questo caso si era confrontato con il librettista; al Trovatore sono mancate alcune correzioni fondamentali nella stesura definitiva e resta sospeso. A Verdi la scrittura di Cammarano piaceva, lo considerava un poeta moderno, già rivolto al linguaggio romantico con parole a effetto; poi Verdi sceglierà Boito, il poeta dalla sapienza drammaturgica e dalla scrittura innovativa. Ci innamoriamo di persone con difetti, perché non innamorarsi del libretto bello e “difettoso“ del “Trovatore“?".

Cosa significa, per lei, portare l’opera italiana nel mondo? "Noi italiani abbiamo una capacità diversa di interpretare il repertorio operistico del nostro Paese, così come un danese riesce a eseguire la musica di Carl Nielsen meglio di nessun altro. Ogni compositore è legato alla morfologia della sua terra, non solo Verdi; le nostre città, i nostri borghi, la nostra storia hanno contribuito alla creazione del melodramma italiano, per questo quando salgo sul podio tutto ciò che ho visto, studiato, vissuto entra nei colori della mia musica. L’unico modo per conoscere gli italiani è ascoltare Verdi, Puccini e altri compositori".