Milano - Riaperture? "Serve gradualità". Ne è convinto il ministro Roberto Speranza intervenuto a "Che tempo che fa" sottolineando come nelle riaperture "bisogna agire con cautela, non dobbiamo bruciare le tappe o il rischio è di vanificare gli sforzi fatti". "Oggi ci sono le condizioni perché da domani buona parte delle regioni passi in arancione. A marzo decidemmo che ad aprile non ci sarebbero state regioni in giallo perché la variante inglese aveva una maggiore capacità di diffusione. Ma ora registriamo gli effetti di quelle misure restrittive, con la curva epidemica che si piega, l'indice Rt che di settimana in settimana ha un segno meno sempre crescente e la leva delle vaccinazioni" ha aggiunto. "In ogni caso - ha spiegato Speranza - dobbiamo agire con gradualità senza bruciare le tappe per non vanificare il buon lavoro e i sacrifici fatti. Dobbiamo muoverci con prudenza, cautela e accortezza per programmare le prossime settimane". In merito alle critiche Speranza ha sottolineato: "Sono stato accusato di essere ultra rigorista" e di chiudere tutto, "ma sono stato sempre realista".  

"Scuola architrave del Paese"

"Noi vogliamo fare tutto il possibile perché questa ripartenza ci accompagni fino al mese di giugno. Nel frattempo è stato fatto un lavoro e abbiamo dato come input priorità assoluta alle aziende sanitarie per la politica dei testing nelle scuole. Tutti i dati che abbiamo ci dicono che dentro le aule non ci sono problematicità emergenziali, il punto è la quantità di movimenti che si sviluppa intorno alla scuola. Noi siamo consapevoli che c'è un elemento di rischio in questa scelta però a due mesi dalla fine della scuola noi abbiamo fatto una scelta, quel piccolo tesoretto che abbiamo accumulato grazie alle misure su questo mese lo mettiamo sulla scuola, dando il segnale che la scuola è l'architrave del nostro Paese" ha spiegato durante la trasmissione di Rai3.  "Il Governo ha deciso di spendere questo tesoretto tutto sulla scuola, per provare ad avere questi due mesi in presenza e permettere ai nostri ragazzi, figli di poter riassaporare il piacere di ricominciare ad andare a scuola", ha sottolineato il ministro.

"Astrazeneca funziona e salva la vita"

Speranza ha poi parlato della campagna vaccinale dicendo che "è chiaro che su Astrazeneca c'è stato un problema di comunicazione e di cambio di linea ma è un vaccino che funziona e salva la vita. Un vaccino efficace e sicuro. E' un'arma importante di cui noi disponiamo".  Il ministro della Salute ha poi spiegato che anche "la seconda dose sarà fatta con Astrazeneca, i dati ci indicano che se non c'è stata reazione avversa nella prima somministrazione non ci sarà nella seconda. Questo ci dicono i nostri scienziati". "Non abbiamo i vaccini di Stati Uniti e Gran Bretagna perché l'Europa non ha produzione propria, autonoma e sufficiente - ha detto il ministro -. I contratti fatti dall'UE stanno consentendo una accelerazione significativa. Negli ultimi tre giorni abbiamo raggiunto 300.000 dosi al giorno e pensiamo di imprimere un ulteriore aumento. Non vi è dubbio che avremmo auspicato tempi più rapidi e veloci, non è vero che abbiamo sbagliato a comprarli a livello europeo. La soluzione non era fare la guerra tra di noi, tra Italia e Germania, Italia contro Spagna o Germania. Sono stati fatti degli errori nella negoziazione, ma fare meglio non significa fare da soli. L'idea di comprarli insieme era un'idea giusta. Nelle prossime settimane ulteriori gare e credo che le faremo tutti insieme".