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16 mag 2022
16 mag 2022

Mottarone, un anno fa la tragedia della funivia: "I responsabili non restino impuniti"

Sono già trascorsi 365 giorni dal drammatico incidente dove persero la vita 14 persone. L'inchiesta è ancora in corso

16 mag 2022
Inspection of Carabinieri and Soccorso Alpino where the cable car accident  crashed in Mottarone Stresa, Milan, Italy, 26 May 2021. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Strage di Stresa, la cabina distrutta della funivia del Mottarone (Ansa)
Inspection of Carabinieri and Soccorso Alpino where the cable car accident  crashed in Mottarone Stresa, Milan, Italy, 26 May 2021. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Strage di Stresa, la cabina distrutta della funivia del Mottarone (Ansa)

Verbania, 16 maggio 2022 - Sono già trascorsi 365 giorni dal drammatico schianto della funivia del Mottarone che costò la vita a 14 passeggeri e scosse l'Italia intera.  Un anno denso di eventi, di emozioni e di colpi di scena, dall'inchiesta, ancora in corso, sulle responsabilita', alle traversie familiari dell'unico superstite, Eitan di 6 anni, conteso tra la famiglia paterna e quella materna. 

"Un anno fa la tragedia del Mottarone. Una fune che cede e che provoca la morte di 14 persone, vittime dell'incuria di chi avrebbe dovuto fare manutenzione all'impianto e invece non l'ha fatta. Il mio pensiero a chi ha perso la vita in questa assurda tragedia, alle loro famiglie, all'unico sopravvissuto, il piccolo Eithan. Non perdiamo l'attenzione sulla vicenda e soprattutto non rimanga impunito chi ha responsabilità", ha commentato sui social il Presidente di Italia viva, Ettore Rosato. 

  • L'incidnete
  • La conta delle vittime
  • Le indagini e il processo
  • Il piccolo Eitan

L'incidente

Il 23 maggio 2021 è una domenica mattina di sole a Stresa, sulla sponda piemontese del lago Maggiore. La funivia che collega il lido con la vetta del monte Mottarone e' in movimento dalle 9,30. L'attivita' dell'impianto era ripresa da un mese, a fine aprile, dopo una lunga chiusura per la pandemia. Improvvisamente, verso le ore 12:30, a pochi metri dalla stazione di monte, la fune traente dell'impianto si spezza, causando il distacco di una delle cabine, la numero 3. La cabina torna indietro appesa al cavo portante a forte velocita', poi va sbattere contro uno dei piloni del tracciato e precipitata al suolo dopo una caduta di oltre 20 metri, rimanendo incastrata in una zona boschiva lontana da strade carrabili. 

La conta delle vittime

Il bilancio dell'incidente va aggravandosi di minuto in minuto. In un primo momento si parla di 6 morti, poi di 8, poi di 10. Alla fine, il bilancio e' di 14 vittime, 13 morti sul colpo, con due bambini trasferiti in gravissime condizioni all'Ospedale Regina Margherita di Torino. Il primo, Mattia Zorloni, di cinque anni, non riuscira' a salvarsi e morira' in serata, come i suoi genitori Vittorio Zorloni ed Elisabetta Persanini, di 55 e 37 anni. L'altro bimbo e' Eitan Biran, che alla fine sara' l'unico sopravvissuto e diventera' il simbolo di questa terribile strage: nello schianto ha perso il papa' Amit Biran, 30 anni, la mamma Tal Peleg, 26 anni, e il fratellino Tom, 2 anni, oltre ai bisnonni Barbara Cohen Konisky, di 71 anni e Itshak Cohen, di 82. Sono una famiglia di origine israeliana che vive a Pavia.

Le indagini e il processo

Immediatamente dopo i soccorsi, arriva al Mottarone il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi che dispone il sequestro dell'impianto della Funivia. Il magistrato conferma che la causa dello schianto e' la rottura del cavo traente "che - dice - si e' spezzato di netto". - Si procede, dice il procuratore, per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Già da subito è evidente la responsabilità umana dell’accaduto: la fune che reggeva la cabina si è spezzata, ma il freno che avrebbe dovuto bloccarla non è entrato in funzione. L’ipotesi della procura di Verbania è che siano stati inseriti volutamente dei forchettoni per bloccarlo, poi trovati: vengono arrestati il gestore dell’impianto Luigi Nerini, il direttore di esercizio Enrico Perocchio e il caposervizio Gabriele Tadini. Quasi subito scarcerati, però, dal gip, che di fatto smonta le tesi della procura. Ne nasce una battaglia tra giudici, che finisce con la sostituzione dello stesso gip, mentre gli indagati prima vengono messi ai domiciliari poi di nuovo liberati. La prima udienza del processo è fissata per il 14 luglio, entro il 30 giugno verranno depositate le perizie. Nel frattempo non sono mancate nuove indagini e sopralluoghi, l'ultimo il 12 maggio scorso. 

Il piccolo Eitan

Parallelamente alla vicenda giudiziaria per il disastro si sviluppa quella per l’affidamento del piccolo Eitan, il bimbo israeliano sopravvissuto che nell’incidente ha perso tutta la famiglia. Gli zii lo accolgono, il nonno materno lo rapisce e lo porta a Tel Aviv, Israele lo restituisce.

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