Stresa, 23 maggio 2021 - Tragedia, domenica in tarda mattinata, sul lago Maggiore, nel versante piemontese: è precipitata una cabina dalla funivia Stresa-Mottarone con a bordo 15 persone. Tredici le persone morte sul colpo. Nel tardo pomeriggio, il bilancio si è aggravato salendo a 14 perché è morto uno dei bambini ricoverati al Regina Margherita di Torino per le gravissime lesioni riportate: il piccolo, 6 anni, era stato intubato in Rianimazione. Lotta per la vita l'altro bambino di 5 anni. Non si conoscono ancora le cause ma la cabina, arrivata in prossimità dell'ultimo pilone, quindi in uno dei punti più alti del tragitto verso la montagna nei pressi del Lago Maggiore, è caduta, forse per il cedimento di una fune. 

"La funivia non aveva mai avuto problemi va fatta chiarezza cosa non ha funzionato in questa maledetta mattina. Ma la funivia era sicura anche in virtu' dei lavori fatti recentemente. La funivia era stata chiusa con il lockdown e ripreso la sua attivita' negli ultimi weekend. Il gestore mi ha detto che ha i documenti e i verbali di tutto, poi ci sara' chi dovra' fare tutti i controlli del caso", ha dichiarato Marcella Severino, sindaco di Stresa, a "Non e' l'Arena" su LA7. E ha fatto sapere che "domani ci sara' lutto cittadino e 14 minuti di serrata delle attivita'. Intorno alle 10 di domani si terra' un tavolo alla presenza delle diverse forze dell'ordine, Protezione civile e del Ministro". 

La zona

Le vittime

Il bilancio delle vittime dell'incidente è cambiato diverse volte durante l'arco della giornata. Nel tardo pomeriggio, si è arrivati a 14, perché è deceduto anche uno dei due bambini ricoverati in gravissime condizioni all'ospedale Regina Margherita di Torino. Le vittime trovate senza vita all'arrivo dei soccorsi sono morte tutte sul colpo. Si tratta di famiglie, due residenti in Lombardia, una in Emilia Romagna e una in Calabria. In particolare, una famiglia residente a Pavia era di origini israeliane con un bambino di due anniL'altro figlio, che era insieme a loro, è stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Regina Margherita di Torino ma non si sa ancora se sia il piccolo sopravvissuto. Ecco i nomi delle vittime:  Amit Biran con la moglie Tal Peleg e il figlio di 2 anni Tom Biran. Ma anche i bisnonni Itshak Cohen e Barbara Cohen Konisky. Poi, i fidanzati Mohammadreza Shahaisavandi e Serena Cosentino e l'altra giovane coppia Silvia Malnati e Alessandro Merlo. A un passo dal matrimonio Vittorio Zorloni ed Elisabetta Persanini insieme al loro figlio Mattia, il bambino di 6 anni morto in ospedale. Infine, Angelo Vito Gasparro e la moglie Roberta Pistolato.

Tragedia in funivia, chi sono le vittime: nomi, età e provenienza

I bambini feriti, uno non ce l'ha fatta

È rimasto un solo sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone, un bambino di 5 anni, ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, in prognosi riservata. Poco dopo di lui ne erano stato portato un altro, di 6 anni, che è spirato poche ore i disperati tentativi dei medici di salvargli la vita. Troppo gravi le lesioni riportate nell'impatto della cabina al suolo e poi contro gli alberi. "Abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili, ma purtroppo è morto", hanno detto, commossi, Fabrizio Gennari, direttore di chirurgia pediatrica, e Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute. I due bambini erano arrivati nel primo pomeriggio all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, a bordo di due elicotteri del 118, decollati dalle basi di Borgosesia e Alessandria e atterrati nella pista dell'Oval del Lingotto di Torino. Da qui le ambulanze li hanno trasferiti al vicino Regina Margherita. Da subito la situazione è apparsa molto grave. Il più piccolo dei feriti è arrivato cosciente, ma con traumi al cranio, al torace, all'addome e con fratture alle gambe. E' stato sottoposto ad un'operazione per stabilizzare le fratture agli arti, un intervento durato diverse ore. Il secondo bambino aveva un trauma cranico e toracico, che i medici hanno definito «molto preoccupante" e fratture agli arti. Le sue condizioni sono apparse subito le più critiche. È stato intubato ed è stato rianimato al Pronto Soccorso dopo oltre sei minuti di massaggio cardiaco. Poi è stato sottoposto ad una Tac per accertare eventuali danni cerebrali. Ma non ce l'ha fatta. "Solo il bambino più piccolo ha parlato e in italiano. Era logicamente spaventato" ,hanno detto i sanitari. È stato sottoposto a interventi per la riduzione delle fratture, in serata i medici hanno parlato di «condizioni stabili». Al momento non si è presentato nessun parente all'ospedale. Un altro particolare straziante della tragedia del lago Maggiore. 

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La dinamica 

La cabina della funivia è crollata poco prima delle 13. Non si conoscono ancora le cause ma la cabina, arrivata in prossimità dell'ultimo pilone, quindi in uno dei punti più alti del tragitto verso la montagna nei pressi del Lago Maggiore, è caduta, forse per il cedimento di una fune. "E' un po' presto per dare delle spiegazioni sulla dinamica: quello che abbiamo constatato è che un cavo di acciaio - dovrebbe essere il cavo portante della cabinovia - si è staccato e a seguito di questo saranno successe azioni concatenanti che hanno portato allo sgancio della cabinovia dal resto dei cavi che sono rimasti integri", ha detto Giorgio Sabtacroce, tenete colonnello del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania, intervenuto sul luogo dell'incidente. Gli altri cavi, invece, non risultano danneggiati. "Per motivi sanitari (legati alle misure anti-Covid, ndr) - ha concluso il colonnello Santacroce - viaggiava un numero inferiore di persone", altrimenti il bilancio delle vittime avrebbe potuto essere ancora più grave. "Pare che la causa - ha aggiunto il sindaco di Stresa Marcella Severino - sia proprio la rottura di una fune traente e degli escursionisti che questa mattina erano qui in zona hanno sentito un forte sibilo e hanno visto proprio la funivia che stava arrivando in vetta, retocedere velocemente e quando è arrivata al pilone è stata sbalzata via ed essendo un luogo piuttosto impervio deve avere fatto due tre balzelli e poi si è fermata contro degli abeti". 

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Impianto sotto sequestro e Commissione ispettiva

L'impianto è stato posto sotto sequestro per chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto. "Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, poi dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell'impianto", ha detto il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi. Intanto, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilita' Sostenibili ha istituito una Commissione con il compito di "individuare le cause tecniche e organizzative" che hanno provocato il gravissimo incidente. Il Capo del Dipartimento per i trasporti e la navigazione del Mims, Mauro Bonaretti, ha firmato il decreto istitutivo della Commissione di esperti, presieduta da Gabriele Malavasi, che dovra' redigere una relazione dettagliata da presentare al Ministro sulle cause tecniche e organizzative che hanno provocato l'incidente. In una nota, il Ministero spiega che "questa Commissione, voluta da Ministro in considerazione della gravita' di quanto accaduto, svolgera' approfondimenti specifici, che si aggiungono agli accertamenti della Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime - DGFEMA, organismo investigativo indipendente previsto dalla normativa europea. DGFEMA ha avviato un'inchiesta finalizzata ad accertare le cause dirette ed indirette dell'incidente e per individuare le azioni piu' opportune per evitare il ripetersi di eventi analoghi, fermo restando l'accertamento delle eventuali responsabilita', di esclusiva competenza della magistratura". 

Lo stop

La funivia Stresa-Mottarone era stata chiusa nel 2014 e sottoposta a lavori di manutenzione ed era stata riaperta nel 2016. Un'altra lunga chiusura si era verificata alla fine degli anni '90. Nel luglio 2001 si era bloccata, in quel caso nel primo tratto dopo la partenza da Stresa ed stato necessario l'intervento dei soccorritori per portare in salvo una quarantina di turisti.  La funivia è strutturata in due tronconi, aventi ciascuno due cabine dalla portata di 35 persone. All'interno delle cabine c'è un monitor e una voce che avverte i passeggeri dell'arrivo a destinazione e soprattutto fornisce informazioni sulle attrazioni che attorniano la vetta. Il primo troncone della funivia parte a 205 m s.l.m. in località Lido di Carciano, a Stresa e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. Il secondo tronco parte agli 803 m s.l.m. dell'Alpino e raggiunge un pianoro immediatamente sotto la vetta del Mottarone, posto a 1385 m s.l.m[3]. Da questa posizione è possibile raggiungere i 1491 m s.l.m. della vetta - oltre che a piedi - anche per mezzo di una seggiovia realizzata nel 2009.

Funivia Stresa-Mottarone: la storia

La cabina precipitata nel bosco

Le reazioni

Unanime il cordoglio dei rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico. "Il tragico incidente alla funivia Stresa-Mottarone suscita profondo dolore per le vittime e grande apprensione per quanti stanno lottando in queste ore per la vita. Esprimo alle famiglie colpite e alle comunita' in lutto la partecipazione di tutta l'Italia. A questi sentimenti si affianca il richiamo al rigoroso rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone", ha subito commentato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un pensiero è arrivato anche dal presidente del Consiglio Mario Draghi: "Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della funivia Stresa -Mottarone. Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari". Il premier, ha riferito palazzo Chigi, segue ogni aggiornamento in costante contatto con il ministro Enrico Giovannini, con la Protezione Civile e con le autorità locali. 

Cordoglio è arrivato anche dal governatore del Piemonte Alberto Cirio: "Siamo sconvolti. Ci stringiamo forte alle famiglie delle vittime e preghiamo per i due bambini feriti con ogni speranza possibile nel cuore. È una tragedia enorme che ci toglie il fiato. La Protezione civile regionale è sul posto per aiutare i soccorsi e dare tutto il propriosostegno". "La tragedia della funivia del Mottarone è  un colpo al cuore, un dramma terribile. La mia vicinanza ai familiari delle vittime e l'augurio ai feriti di una pronta guarigione", ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico. Il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti sostenibili, Enrico Giovannini ha parlato con la capo dipartimento dei Vigili del Fuoco e con il capo dipartimento della Protezione Civile e domani incontrerà a Stresa il prefetto e le altre autorita': il ministero ha avviato procedure per istituire una commissione e avviato verifiche sui controlli svolti sull'impianto. Le squadre di Serie A in campo questa sera osserveranno un minuto di silenzio, prime delle partite, per le vittime dell'incidente. Lo hanno disposto la Figc e la Lega Serie A.

Tragedia sul Mottarone, le reazioni del mondo politico da Giovannini e Salvini

La notizia fa il giro del mondo

Gran parte dei principali siti di informazione stranieri aprono con la notizia della tragedia della funivia sul Mottarone. "Incidente in funivia in Italia: il bilancio provvisorio è di 12 morti", titola l'emittente francese Bfmtv. "Le immagini provenienti dalla zona diffuse dai vigili del fuoco mostrano i rottami della cabina in una zona boschiva la cui forte pendenza rende l'accesso difficile. Un veicolo dei pompieri che si stava arrampicando verso il sito si è anche rovesciato, senza che ci fossero feriti", scrive 'Le Figaro'. "Una cabina di funivia si è schiantata vicino al Lago Maggiore, in Piemonte. Secondo le ultime informazioni del soccorso alpino, almeno dodici persone sono morte. Un elicottero ha trasportato due bambini feriti di 5 e 9 anni all'ospedale di Torino. Secondo i resoconti dei media, il bambino più grande è stato rianimato in clinica", riporta la tedesca Bild. "Si schianta cabina di funivia in Italia: almeno 12 morti dopo l'incidente vicino al Lago Maggiore", titola la Bbc in apertura sopra l'immagine dei rottami della cabina. Alla notizia è dedicato un 'Breaking News' della Cnn, anch'esso con la foto delle squadre di soccorso accanto ai rottami della cabina. La notizia viene data con risalto sulla spagnola 'La Vanguardia': "Salgono a 12 i morti dell'incidente della funivia in Italia". "Secondo le prime ricostruzioni il disastro è stato causato dalla rottura di un cavo nella parte più alta del tratto".

La tragedia della funivia su The Guardian

Dolore e rabbia sui social

Dolore, tristezza, sgomento e tanta rabbia. Sono questi i sentimenti che affollano i social network in queste ore, dopo la tragedia avvenuta sul lago Maggiore nella parte piemontese. Un avvenimento che ricorda tristemente un altro pesante lutto per l'Italia, il cedimento del Ponte Morandi, e che si registra in un giorno che poteva segnare il ritorno alla normalità, alla spensieratezza, dopo tanti mesi di chiusure e sofferenze a causa della pandemia. "Assurdo che succedano queste cose. La ristrutturazione fatta nel 2016? Mah. Quante persone ancora devono morire per le cose fatte con i piedi? E' una fotocopia della tragedia del Morandi", si legge su Twitter. In tanti chiedono di pregare, soprattutto per i bambini coinvoltie  che lottano tra la vita e la morte. 

Tristezza e sgomento su Twitter: "Funivia come il ponte Morandi"

Il precedente

Non fu una tragedia come quella di oggi ma il 12 luglio del 2001 la funivia della tratta Stresa- Mottarone fini' all'attenzione delle cronache per un incidente che per alcune ore tenne col fiato sospeso 40 turisti stranieri, rimasti bloccati dalle 11 della mattina nella cabina a 25 metri di altezza per un accavallamento della fune trainante e di quella portante, forse causato dal forte vento o da un improvviso black out di energia elettrica. Non mancarono i momenti di suspense nelle fasi di recupero dei passeggeri (inglesi, francesi e olandesi), fatti scendere con l'aiuto di due soccorritori equipaggiati con un verricello. L'idea di districare le funi non poteva essere eseguita con la gente a bordo per motivi di sicurezza e si opto', quindi, per l'apertura della botola che era sul fondo della cabina. Uno dopo l'altro i passeggeri furono imbragati e calati a terra, aggrappati per 25 metri a un cavo gettato nel vuoto. Tra loro c'erano anche due fratellini francesi, una bimba di 2 anni e un maschietto di 10 mesi, che furono i primi a essere evacuati. Ad agevolare il tutto il fatto che la cabina si arresto' sopra uno spiazzo nel bosco: cosi' fu sufficiente tagliare qualche albero per creare uno spazio adatto a compiere le operazioni di recupero senza grossi ostacoli. In poco piu' di due ore e mezzo, grazie agli uomini del Soccorso Alpino a cui si erano affiancati nel frattempo le squadre di soccorso della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, tutto il gruppo fu portato a terra. Quell'impianto, appena quattro mesi prima, era stato sottoposto a una completa revisione.

Dal Cermis a Champoluc la lunga scia di tragedie