Picchiato, strangolato e seppellito a Desio: chiesti 24 anni di carcere per il presunto killer

Sadik Ilhami, marocchino di 35 anni, è accusato di avere ucciso il 53enne connazionale Omar Annaoui per il pagamento della cocaina che avevano consumato insieme. Lui si dichiara innocente

Le operazioni di recupero del cadavere

Le operazioni di recupero del cadavere

Desio (Monza Brianza), 2 febbraio 2024 - Ha legato mani e piedi, picchiato a calci e pugni, torturato con bruciature e poi ucciso, strangolandolo con una canna dell'acqua, un connazionale per farsi rivelare il pin del suo bancomat, pretendendo che pagasse la cocaina che avevano appena consumato insieme. Poi invano ha tentato di prelevare con il codice evidentemente risultato non corretto.

Per l'omicidio di Omar Annaoui, il marocchino di 53 anni trovato seppellito il 28 agosto 2022 in un campo di grano poco distante dall'ex carcere di Desio, il pm ha chiesto la condanna a 24 anni di reclusione (più 3 anni di libertà vigilata a pena scontata) nel processo davanti alla Corte di Assise di Monza nei confronti di Sadik Ilhami, 35enne. L'uomo, sottoposto a fermo nel marzo scorso e ancora detenuto in carcere, è imputato di omicidio volontario, occultamento di cadavere, rapina e utilizzo abusivo di carte di pagamento. Ad indicare ai carabinieri il cadavere del 53enne e il luogo dove è avvenuto il delitto, un seminterrato dell’ex carcere, è stato un altro marocchino che si trovava con vittima e omicida la sera del fatto, il 22 agosto del 2022. A tradire il 35enne sarebbero alcune tracce lasciate sul tubo di gomma usato per lo strangolamento e su una pala trovata poco distante dal luogo dove il cadavere è stato sotterrato dopo essere stato trasportato nel campo con un carrello del supermercato.

Sadik Ilhami, difeso dall'avvocato Andrea Fabio Scaccabarozzi, si dichiara innocente e punta il dito proprio contro il supertestimone, ritenuto attendibile dalla Procura di Monza, secondo cui invece l'imputato ha reso ripetute e contrastanti versioni dei fatti. Nella richiesta di condanna il pm Marco Giovanni Santini ha applicato al 35enne le attenuanti generiche per il fatto che ha accettato di acquisire al processo tutti gli atti dell'indagine. La parola spetta ora ai giudici della Corte di Assise di Monza per la sentenza.