Attilio Fontana
Attilio Fontana

Milano, 13 ottobre 2020 - "Nel leggere, finalmente, il Dpcm, prendo atto con rammarico che non vengono affrontati temi fondamentali come la didattica a distanza per le classi superiori e l'affollamento dei mezzi pubblici, laddove l'inizio delle scuole e la mobilità pubblica si sono rivelati due degli aspetti che più hanno influenzato l'aumento della curva epidemiologica". E' la posizione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, alla luce della versione finale del Dpcm del governo. "Verifico - aggiunge Fontana - che poco o nulla è stato recepito dal confronto tra i governatori dal quale erano emerse numerose osservazioni e richieste di miglioramento. Il provvedimento adottato dal governo, nella versione finale, risulta essere confuso, contraddittorio e in molte sue parti inattuabile. Quindi il giudizio, nel suo complesso, non può che essere negativo". 

Già questa mattina il governatore lombardo aveva espresso qualche perplessità: "Il Dpcm, arrivato questa mattina, mi sembra abbastanza conservativo" aveva detto commentando a caldo il decreto del premier Giuseppe Conte con le nuove misure di contrasto al Covid-19. "Mi sembra - ha aggiunto il governatore - che non introduca grandissime riduzioni, sostanzialmente più che il Dpcm è il Dl che impone l'uso delle mascherine, la cosa che è più innovativa, per il resto, noi come Regioni non abbiamo avuto nulla da obiettare". 

A chi ha chiesto a Fontana se sono al vaglio misure più restrittive per Milano - che nelle ultime settimane ha fatto registrare un forte incremento dei casi -, il presidente lombardo ha replicato: "Non lo so: è chiaro che sarà una questione che uscirà dalla discussione. Noi pensiamo che già quello che è stato fatto sia per il momento sufficiente, credo che dovranno essere un po' accentuati i controlli".  Secondo Fontana in questo momento il vero problema "sono gli assembramenti, queste movide che stanno portando a contagiare soprattutto i giovani".