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28 apr 2020

Coronavirus e fase 2, Fontana: "Dilazionare orario lavoro per evitare ressa trasporti"

Calano ancora i ricoverati. Il governatore lombardo: "Siamo sulla strada giusta. Serve lo stesso impegno per la fase 2"

ATTILIO FONTANA
Attilio Fontana

Milano, 28 aprile 2020 - "Siamo sulla via giusta, stiamo indirizzandoci verso graduale uscita da questa situazione veramente incredibile. Lo si deve all'impegno dei nostri cittadini in questi mesi, alla capacità che hanno dimostrato di rispettare disposizioni". Lo ha detto  oggi pomeriggio il presidente della Regione Attilio Fontana  facendo il punto sull'emergenza coronavirus. Secondo i dati resi noti da Regione  Lombardia, i casi positivi in Lombardia sono saliti a quota 74.348, 869 più di ieri, quando erano aumentati di 590 unità. I ricoveri in ospedale sono complessivamente 7.280, 245 in meno di ieri, mentre ieri il dato parlava di un calo di 956 ricoverati. I pazienti in terapia intensiva sono arrivati a 655, 25 in meno rispetto a ieri, quando il calo era stato di 26 unità. I decessi sono arrivati a quota 13.575, 126 più di ieri, quando si era registrato un aumento di 124 morti. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 8.753, per un totale di 351.423. I dimessi rispetto a ieri sono aumentati di 1.012 unità, arrivando a un totale di 49.483

I dati delle province

I positivi al coronavirus nella provincia di Milano salgono a 18.837 con 278 casi in più rispetto a ieri, quando l'incremento era stato di 188. A Milano città i contagiati sono 8.016 con 149 casi in più. Ieri erano stati registrati invece 79 casi in più.  Nella provincia di Bergamo il dato dei contagi si mantiene stabile: nelle ultime 24 ore i nuovi casi registrati sono stati 46, per un totale degli infetti che è salito a 11.196. Ieri i numeri parlavano di 37 nuovi contagiati. A Brescia, invece, il dato è tornato a salire dopo alcuni giorni in cui si era mantenuto in calo: ieri si sono infatti registrati 92 nuovi casi (totale 12.691). Ieri l'aumento era stato di 35 unità e domenica di 24. Nelle altre province la situazione è molto varia: a Como 3.154 casi, +78 nelle ultime 24 ore; a  Varese 2.568 casi, +72; Monza Brianza 4.637, +121; a Lodi 2.947, +11; a Pavia 4.228 +99; a Sondrio 1.141, +9; a Lecco 2.248, +18; a Mantova 3.131, +8; a Cremona 5.993, +22. 

Secondo giorno di Conte in Lombardia

Seconda giornata lombarda per il premier Conte, che oggi è stato in visita a Lodi, nell'ex zona rossa. Conte ha parlato del rischio concreto di un contagio di ritorno, parlando delle aperture contenute nel dpcm. Poi ha annnuciato interventi per l'ex zona rossa e ha lanciato un appello alle banche: "Chiedo uno sforzo a tutto il mondo bancario perché possa subito erogare liquidità alle imprese. Ieri il premier è stato a Milano, per la prima volta da quando è scoppiata l'emergenza coronavirus. Dopo la visita nel capoluogo meneghino, Conte ha fatto tappa a a Bergamo  e Brescia, le province più colpite dal Covid-19.

Fontana: orari di lavoro vanno spalmati

"Sono convinto che sia abbastanza problematico intervenire a posteriori, ossia bloccando l'accesso ai mezzi pubblici. Credo si debba organizzare il lavoro in modo che non tutti abbiano uno stesso orario di inizio, ma che possa essere dilazionato nell'arco della giornata, non solo su cinque giorni, ma su sei o su sette". Lo ha detto presidente Fontana, parlando della gestione dei trasporti pubblici nella fase 2. "Dobbiamo fare in modo che sui mezzi pubblici ci siano spontaneamente meno persone, in modo che per i viaggiatori ci sia sicurezza e distanziamento. Anche di questo abbiamo parlato con Conte e ci ha assicurato un sostegno per questo dilazionamento dell'orario di lavoro".

Oggi i presidenti Arrigo Giana (Atm Milano) e Andrea Gibelli (Ferrovie Nord Milano) hanno inviato una lettera al ministro dei Trasporti De Micheli sottolineando "l'impossibilità del distanziamento sui mezzi pubblici" e chiedendo di mantenere solo "l'obbligo di utilizzo delle mascherine da parte degli utenti".

Impegno di tutti per arrivare alla fase 3

La fase 2 o nuova normalità "è una normalità che ci comporterà una serie di piccole rinunce, meno importanti di quelle che abbiamo dovuto subire in questi mesi,
ma che ci dovrà imporre stili di vita diversi da quelli che abbiamo sempre avuto nella nostra vita prima del 20 febbraio". Lo ha detto il governatore Fontana. "Se i cittadini continueranno con questo impegno, credo che ci sarà presto anche la fase 3 in cui il virus scompare e speriamo arrivino vaccini per cui potremo risolvere problema. Anche quando da lunedì la vita sarà un pochino più libera si devono mantenere le prescrizioni. Dobbiamo chiedere ai cittadini ancora impegno per quello che dovranno fare in questa nuova situazione perché dobbiamo convivere con questo virus"

Ipotesi apertura oratori a figli di lavoratori 

Il presidente Fontana si è detto anche favorevole alla proposta di don Stefano Guidi, responsabile degli Oratori Milanesi e del Servizio per l'Oratorio e lo Sport dell'Arcidiocesi di Milano di offrire degli spazi per i bambini i cui genitori lavorano entrambi nella cosiddetta fase 2 di lotta al coronavirus, in attesa della riapertura delle scuole. Di questa iniziativa Fontana ha parlato ieri sera con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dal quale è venuta "una certa apertura" a questa possibile soluzione  mentre nei giorni scorsi l'Istituto superiore della sanità aveva dimostrato "una certa chiusura".

Rolfi: consentito curare gli orti

"È consentito lo spostamento per andare a coltivare orti e piccoli appezzamenti, anche se non si è agricoltori professionisti e anche se il fondo di proprietà
non si trova nei pressi dell'abitazione". Lo specifica in una nota l'assessore lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi, spiegando che "chiunque possieda un terreno adibito alla produzione di alimenti può raggiungerlo per prendersene cura. Basta dimostrare attraverso l'autocertificazione e tutte le indicazioni necessarie, di essere il proprietario e di percorrere la strada più breve per raggiungerlo. Molti lombardi ce lo chiedevano e riteniamo opportuno chiarirlo definitivamente. Troppi orti erano a rischio abbandono"

 

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