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28 apr 2020

Coronavirus, Conte a Lodi: "Rischio contagio di ritorno molto concreto"

Il presidente del Consiglio annuncia interventi per l'ex zona rossa e lancia un appello alle banche. Sindaci del Lodigiano critici: nessuna risposta alle nostre richieste

Presidente del Consiglio Giuseppe Conte arriva in prefettura a Milano accolto dal prefetto Renato Saccone, Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, 27 Aprile 2020. ANSA/Marco Ottico
Il premier Giuseppe Conte a Lodi

Lodi, 28 aprile 2020 - "Il rischio di riesplosione dei focolai è molto concreto: agiremo col metodo dei rubinetti, allentando alcune misure sociali, elaborando i data base sui casi, monitorando lo stress test delle terapie intensive per poter poi intervenire in modo mirato a chiudere il rubinetto dove ci fosse un focolaio". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte oggi a colloquio per oltre 2 ore nella Prefettura di Lodi con i sindaci e i dirigenti sanitari dell'ex zona rossa.

Lodi primo avamposto: grazie ai medici 

Conte ha plaudito alla sanità lodigiana che, trovatasi al centro del focolaio, ha "elaborato con abnegazione il know how, le best practices" e, a proposito dei test sierologici avviati dal San Matteo di Pavia e alle richieste di tamponi, ne ha rimarcato l'importanza nella fase 2: "Man mano che riusciremo a coinvolgere la popolazione potremo procedere alla seconda fase in maggiore sicurezza". Il direttore generale dell'Asst Fabio Lombardo ha parlato di incontro "andato molto bene" in cui "abbiamo potuto parlare del livello organizzativo ottenuto". Conte ha ripetuto inoltre le strategie del lockdown con aperture solo parziali e di quelle economiche affermando: "Non risolveremo tutti i problemi. È difficile rispondere a tutti e cercheremo di intervenire in maniera sostanziosa a sostegno di famiglie e imprese".

Interventi per la zona rossa

La decisione di istituire una zona rossa "è stata una grande sfida mai presa dal dopoguerra ad oggi", ha detto Conte, che ha aggiunto: "Sin dal primo momento, fin da quando abbiamo preso la decisione della zona Rossa nel Lodigiano, eravamo consapevoli che avremo poi dovuto sopperire a tanta necessità e urgenza anche dal punto di vista economico e sociale di questa comunità. E' un imperativo morale venire incontro a questa esigenza perché non si può mettere in zona rossa una comunità di 45mila abitanti e poi disinteressarci delle conseguenze economiche e sociali. Abbiamo già adottato delle iniziative con un impegno economico e finanziario cospicue e ce ne saranno altre. 

Sindaci critici: nessuna risposta su Zes

Ma i primi cittadini dell' ex zona rossa (al tavolo i sindaci di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi, Francesco Passerini, Elia Delmiglio e Sara Casanova), si sono detti non soddisfatti dell'esito dell'incontro a cui si sono presentati con delle richieste scritte su indizione di Zes, Zone economiche speciali per investimenti e lavoro, defiscalizzazione per privati e aziende e del lavoro straordinario e totale esenzione delle imposte comunali per due anni. "Non abbiamo ottenuto risposte puntuali - ha sottolineato Passerini -. Ora attendiamo dunque una risposta scritta, o attraverso i decreti. Abbiamo detto al premier che siamo anche disposti a testare per primi le scelte economiche di governo". 

Appello alle banche

"Chiedo uno sforzo a tutto il mondo bancario, è un atto d'amore che chiedo alle banche perché possano subito erogare liquidità alle imprese che ne hanno bisogno rispettando le nostre indicazioni. Cercate di fare in modo di liberare queste risorse". Lo ha detto il premier Conte, sottolineando che "c'e' una risposta, ma deve essere ancora più incisiva, rapida e tempestiva. E' un atto d'amore del mondo bancario per l'Italia e per le imprese. Se ci sono problemi applicativi ditecelo"

La strategia sanitaria della fase 2

"La strategia sanitaria della fase 2 prevede un approccio ancora più scientifico per quanto riguarda il tracciamento dei contatti". lo ha detto Conte, spiegando che si cercherà di rendere applicativa quanto prima l'App. "Non sarà obbligatoria - precisa Conte -. Poi saranno importantissimi anche i test molecolari e quelli sierologici. Saranno importantissimi perche' mano che si diffonderanno avremo un patrimonio informativo che ci consentira' di muoverci con maggior sicurezza".

HA COLLABORATO LAURA DE BENEDETTI

 

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