Un cartellone con le informazione sull'utilizzo delle mascherine a Milano
Un cartellone con le informazione sull'utilizzo delle mascherine a Milano

Milano, 11 marzo 2020 - Crescono ancora i contagi e i decessi per coronavirus in Lombardia. Lo ha reso noto oggi pomeriggio l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in una diretta Facebook. "I positivi sono 7.280, con una crescita molto ampia di 1.489 ma ieri avevamo segnalato una crescita solo di 300 positivi dovuta al fatto che molti tamponi sono arrivati in serata. In Lombardia i morti per coronavirus sono 617, con un aumento di 149 in un solo giorno. Gli ospedalizzati sono 3.852, ogni giorno c'è una crescita di circa 500 pazienti che vengono ricoverati in ospedale. È un dato enorme - spiega Gallera - perché il sistema è molto sotto pressione, però è un dato costante nel tempo e non cresce in maniera esponenziale. Aumentano i ricoverati in terapia intensiva, sono 560, con un aumento di 94 e questo è il dato più preoccupante", ha aggiunto l'assessore al Welfare. " Ad oggi già 151 medici non specializzati, specializzandi e infermieri hanno presentato disponibilità all'avviso della Regione Lombardia: "Faremo la valutazione del curriculum e da domani saranno in ospedale", annuncia Gallera, comunicando anche la mail  perlalombardia@regione.lombardia.it alla quale èpossibile segnalare la disponibilità.

​I dati per provincia ed età

Nell'area metropolitana di Milano i positivi sono 925, più 333 rispetto a ieri. È la provincia di Bergamo la più colpita da contagi di coronavirus ha rilevato Gallera. Anche in provincia di Brescia "il numero dei contagi è cresciuto tantissimo", con un incremento di 561 positivi da ieri a oggi.  A Cremona i casi positivi sono 1.061, a Como "ancora trascurabili con 77 casi", così come a Lecco sono 113, mentre a Lodi "c'è una crescita abbastanza contenuta". In particolare a Codogno, dove ieri sembrava che si fosse arrivati a contagi zero, invece "ci sono pochi casi, 10 da ieri a oggi, un numero estremamente ridotto". In merito all'età dei ricoverati in terapia intensiva, Gallera ha precisato che il 20% delle persone con coronavirus in Lombardia ha oltre 75 anni, il 38% tra i 74 e i 65 anni, il 32% tra i 64 e i 50 anni, il 9% tra i 49 e i 25 anni e l'1% tra i 24 e i 18 anni. Gallera ha precisato che in numeri assoluti sono "3 persone soltanto tra 18 e 24 anni" in terapia intensiva. "Non c'è alcuna azione da parte delle nostre linee guida che dica le persone e le categorie di età che vanno privilegiate nell'inserimento nelle Terapie Intensive. Il personale fa valutazioni rispetto alle criticità dei singoli pazienti e rispetto alle opportunità dei presidi. C'è una valutazione medica che fanno grandi professionisti". Lo ha chiarito  Gallera, aggiungendo: "Il lavoro dei nostri medici è teso a curare tutti i pazienti". 

 

Rallentare il cuore della Lombardia

"Il presidente Fontana e l'assessore Caparini stanno ultimando il confronto con il Governo, ci aspettiamo nelle prossime ore un Dpcm che recepisca le richieste che abbiamo presentato, di rallentare il cuore della nostra Regione ancora di più, non vogliamo fermarlo perché fermare il cuore della Regione Lombardia vuol dire fermare il cuore dell'Italia che poi rischia di non riprendere più. Ma abbiamo bisogno di rallentarlo, per rallentare e soffocare la crescita del virus". Gallera ha sottolineato anche la "condivisione con il mondo produttivo" sulle proposte avanzate al Governo. "Andiamo avanti e siamo sicuri che tutti insieme come stiamo facendo questa battaglia la fermiamo".

Il governatore Fontana ha spinto sull’acceleratore già lunedì sera: appena annunciata l’estensione della zona protetta a tutto il Paese, il premier Giuseppe Conte ha dovuto fare i conti con la richiesta della Lombardia di un ulteriore inasprimento delle misure di prevenzione dal Coronavirus. Una richiesta ribadita ieri al Governo e alla quale si sono uniti i sindaci delle città lombarde, Milano compresa, firmatari, insieme alla Regione, di una lettera all’esecutivo. Favorevoli le segreterie lombarde dei sindacati confederali e in serata è lo stesso Fontana ad annunciare di aver trovato un’intesa pure con la Confindustria lombarda.

Lo stesso è avvenuto stamattina sia da parte del governatore della Regione sia da quella dell'assessore al Welfare, Giulio Gallera: "Chiediamo che entro oggi ci sia la forza e il coraggio di seguire le indicazioni che arrivano dal territorio e di raccogliere subito queste nostre proposte, perche' gli interventi che facciamo oggi daranno risultati tra sette, otto giorni. Noi faremo uno sforzo immane e straordinario per far si' che il sistema regga, ma non possiamo immaginare di reggere 15, 20 giorni per colpa di balbettamenti prima di assumere provvedimenti. Abbiamo bisogno di risposte immediate e tempestive". Così, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha fatto sapere di aver dato "mandato al ministro Speranza che ha sentito Fontana di sollecitarlo a formalizzare le richieste, le indicazioni, motivandole". "Per quanto riguarda il governo non c'è alcuna chiusura per misure più restrittive - ha aggiunto il premier -. Siamo disponibili a seguire le richieste che ci dovessero pervenire dalla Lombardia e dalle Regioni".

La Lombardia chiede tre misure ulteriori, tutte da tenere in vigore per 15 giorni. La prima: chiusura 24 ore su 24 di negozi, centri commerciali ed esercizi pubblici. Aperte solo le attività che vendono beni di prima necessità, come alimentari e farmacie. La seconda: una riduzione del trasporto pubblico locale. Terzo: lo stop alla produzione, eccezion fatta, di nuovo, per le attività economiche che non si possono fermare, quelle per la produzione e il trasporto di alimenti e di medicinali nonché tutti i servizi di pubblica utilità. Un giro di vite necessario per evitare che il sistema sanitario lombardo, già oggi sotto stress, vada definitivamente in crisi. 

Gallera: cresce consapevolezza

"Da qualche giorno abbiamo la netta sensazione che stia crescendo la consapevolezza della situazione e dei comportamenti che dobbiamo adottare": lo ha detto Gallera, ringraziando tutti i cittadini. "Questo è un bel segnale, i lombardi e gli italiani stanno comprendendo che la battaglia riguarda tutti e che tutti dobbiamo giocarla fino in fondo".

Calano i contagi nell'ex zona rossa

A Lodi, cinque giorni fa, i casi di coronavirus crescevano di ottanta in un giorno. Ieri, con 963 positivi dall’inizio dell’emergenza, l’aumento quotidiano era di 35, e la provincia dell’ex zona rossa (i 10 comuni transitati due giorni fa all’arancione della Lombardia e poi dell’Italia intera) stacca di oltre 500 casi quella di Bergamo (in valutazione la settimana scorsa per una seconda zona rossa in Val Seriana), ed è tallonata da Cremona che ne ha 957. In provincia di Milano i positivi al coronavirus ieri erano 592, cresciuti, dal giorno prima, di 86, di cui 38 in città, che ora è a quota 246 contagiati. I numeri, sottolinea il governatore Attilio Fontana appena uscito dai 14 giorni d’autoisolamento dopo che una sua collaboratrice era risultata positiva, dicono che la zona ex rossa «è l’unica in cui l’evoluzione dell’infezione si è invertita, cresce a una velocità completamente diversa dal resto della regione», fatta eccezione per province come Sondrio (7 casi) ancora «poco intaccate» dall’emergenza. 

Alberghi e Fiera, nuovi spazi per i contagiati 

Critica la situazione delle Terapie intensive: se da un lato allora si cerca di alleggerire la pressione spostando i pazienti dagli ospedali pubblici nei letti che i privati hanno messo a disposizione, dall'altro lato si è deciso anche di spostare pazienti fuori regione. Sono state trasferite 30 persone, tutte ricoverate in Terapia intensiva, come anticipato lo scorso weekend dal numero uno della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, che aveva annunciato la disponibilità di Regioni come Veneto, Liguria e Piemonte. Dei 30 trasferiti, 29 sono pazienti ricoverati nei reparti di Rianimazione lombardi ma non coinvolti dall'endemia. Uno solo, invece, è affetto da coronavirus. "Dall'inizio dell'emergenza - ha spiegato Gallera - le Terapie intensive hanno gestito 778 pazienti e dimessi 103, i deceduti sono stati 80 in totale. Il 25 per cento dei pazienti, quindi un quarti, non è più in intensiva, e oggi stiamo cercando di far ruotare il più possibile i pazienti, individuando altre strutture che possano ospitare i meno gravi. Pensiamo ad alberghi o a spazi più ampi come appunto quelli della Fiera. Ma è anche al vaglio la possibilità di utilizzare le strutture socio sanitarie e trovare spazi tipo a Cuasso al Monte o Sondalo, dove ci sono 100 posti. Va avanti anche la ricognizione su strutture tipo quella di Bollate per i pazienti che necessitano una terapia sub-intensiva". Sono in corso in due padiglioni della Fiera al Portello, usciti da qualche tempo dai circuiti fieristici e congressuali, le verifiche tecniche per verificare se possono diventare una struttura sanitaria per l'emergenza coronavirus. Le verifiche, alle quali stanno lavorando Fondazione Fiera, Regione Lombardia e Protezione Civile, dovrebbero portare a una valutazione finale giovedi pomeriggio. Le aree interessate sono i due padiglioni di Fiera Milano City, non lontani dall'attuale sede del Milan, destinati in prospettiva, prima dell'epidemia di Covid-19 a ospitare il centro di produzione della Rai.

Sospese rette asili e tasse dilazionate a Milano

Stop al pagamento di tasse per mense scolastiche e asili nido, si al dilazionamento della Tari (tassa sui rifiuti), e fermi i mercati. Sono alcune delle misure annunciate dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, che rende noto di aver "firmato un'ordinanza che contiene le prime misure economiche a favore dei milanesi". Prevista ll'esenzione dal pagamento di Area C e la sosta libera e gratuita negli spazi di sosta riservati ai residenti e negli spazi di sosta a pagamento per tutte le figure sanitarie, gli agenti della polizia locale e delle forze dell'ordine e di tutte le altre categorie indicate nell'ordinanza firmata dal sindaco. Chiusi i mercati scoperti settimanali cittadini fino al termine dell'emergenza

Coronavirus, positivo tassista a Milano

Le prime voci sono circolate nella tarda serata di lunedì. Poi ieri mattina è comparso sulle chat dei tassisti un audiomessaggio in cui la figlia di un conducente confermava che il padre è attualmente ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza: la donna ha spiegato che i primi sintomi compatibili con il coronavirus si sono manifestati quando l’uomo, che lavora per un radiotaxi milanese, era a casa da un paio di giorni. Fino a ieri sera, il Giorno non ha trovato conferme ufficiali sull’effettiva positività al Covid-19 da parte del tassista, ma la notizia ha inevitabilmente riacceso il dibattito nella categoria sulle misure di prevenzione da mettere in campo per lavoratori più esposti di molti altri al rischio, pur in un periodo di fortissima contrazione della domanda. 

Chiude un terzo di Malpensa

Da ieri Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ha chiuso temporaneamente il satellite centrale del Terminal 1 di Malpensa, ovvero uno dei punti ai quali si attaccano gli aerei per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Una chiusura che di fatto coincide con un terzo dello scalo. Il traffico è stato quindi spostato e diviso tra il satellite nord e il satellite sud sia per i voli e i passeggeri in arrivo sia per i passeggeri e i voli in partenza. Una scelta che è presto spiegata: le norme varate domenica dal Governo per contenere il diffondersi del cooronavirus hanno provocato una pioggia di cancellazioni di tratte e rotte da parte di diverse compagnie aeree con ovvia riduzione del traffico. In questo modo la società di gestione degli aeroporti milanesi ha voluto contenere i costi. Secondo Assoaeroporti la contrazione tocca la soglia del 70% rispetto all’anno scorso. Tra l'altro oggi anche l'olandese Klm, sull'esempio di quanto fatto negli ultimi giorni da diverse compagnie aeree, ha sospeso tutti i voli per Milano, Napoli e Venezia fino al prossimo 3 aprile.

Malpensa Express solo da Milano Centrale

Da oggi, 11 marzo, a partire dalle 14, il servizio Malpensa Express sara' effettuato nel solo collegamento Milano Centrale-Malpensa Aeroporto. Sara' sospeso il collegamento Milano Cadorna-Malpensa. A comunicarlo e' Trenord in una nota. Il provvedimento e' preso in seguito alla riduzione delle attivita' dello scalo per l'emergenza sanitaria in corso e il conseguente calo di passeggeri aeroportuali. Il collegamento Milano Centrale-Malpensa Aeroporto mette a disposizione dei viaggiatori una corsa ogni 30 minuti per direzione, che collega i Terminal 1 e 2 dell'aeroporto con la stazioni di Milano Centrale, Milano Porta Garibaldi e Milano Bovisa. A partire dalle 20.25 circola un treno ogni ora, fino alle 23.25 I viaggiatori in partenza da Milano Cadorna potranno raggiungere la stazione di Milano Bovisa a bordo con le linee regionali Milano-Novara Nord, Milano-Varese-Laveno, Milano- Como Lago, Milano-Asso, e delle linee suburbane S3 Milano-Saronno, S4 Milano-Camnago.