Il sindaco antislot vince tutto al Consiglio di Stato: delimitare gli orari delle sale gioco previene la ludopatia

Una battaglia contro le ludopatie durata sette anni e finalmente vinta dal sindaco di Vertemate con Minoprio, Maurizio Capitani

Una slot machine (Foto archivio)

Una slot machine (Foto archivio)

Vertemate con Minoprio Como) - Una battaglia contro le ludopatie durata sette anni e finalmente vinta dal sindaco di Vertemate con Minoprio, Maurizio Capitani, orgoglioso di rendere pubblica la sentenza del Consiglio di Stato, che riconosce al Comune la validità dell’ordinanza emessa nel 2017, con cui si limitano gli orari di fruizione degli apparecchi Awp e Vlt, le comunemente dette slot machine.

"Si tratta – dice il sindaco – di una sentenza molto attesa, e destinata a creare un precedente importante nel dibattito tra l’esercizio del gioco legale e le azioni di prevenzione e contrasto alle ludopatie messe in campo dai Comuni, perché riconosce la bontà del lavoro svolto dal Comune nell’ambito di un progetto pilota avviato nel 2016 da Asci, l’Azienda Sociale dei Comuni della Bassa Comasca, e finanziato da Regione Lombardia".

Il contenzioso era stato aperto dalla società Fiore srl, gestore della sala Bingo di Vertemate, contro la decisione di limitare l’apertura della sala a sole otto ore al giorno: dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Evitando così gli orari che coincidono con l’uscita da scuola dei ragazzi, e quelli notturni, "meno soggetti al controllo della comunità e quindi maggiormente a rischio per chi ha l’abitudine al gioco" il senso della decisione. Tutti i giorni, festivi compresi.

"Il progetto su cui si basa la limitazione - prosegue il sindaco – è stato considerato dirimente". Il riferimento è al report d’analisi “La diffusione degli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito nei 25 Comuni degli Ambiti Territoriali Lomazzo-Fino Mornasco e Mariano Comense”, che aveva evidenziato la crescita della presenza capillare di esercizi in cui sono installati gli apparecchi.

Le proiezioni elaborate dal Dipartimento Dipendenze di Ats Insubria, su dati del Ministero della Salute, avevano messo in luce che nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni si stimava avessero giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi 57mila persone, che vi fossero tra i 1.300 e i 4.000 giocatori problematici e tra i 500 e i 2.300 giocatori patologici. Un giro di giocate da 42 milioni di euro all’anno riconducibile a due sale slot e agli apparecchi installati nei bar. Numeri tutt’altro che trascurabili.

"La ritengo una battaglia di civiltà", sottolinea Capitani, 56 anni, al suo secondo mandato e di professione responsabile dell’ufficio legale in un istituto di credito.

Ciò che maggiormente ha riconosciuto il Consiglio di Stato sono le prospettive su cui si basa l’ordinanza del 2017. "Le misure adottate dal Comune – precisa infatti la sentenza - non sono volte unicamente al recupero di soggetti già affetti da Gioco d’Azzardo Patologico, ma perseguono anche e soprattutto l’obiettivo preventivo di evitare l’insorgere e la diffusione di tale fenomeno, e di evitare l’incremento del numero di coloro che potenzialmente possano sviluppare tale patologia. Tra i quali, in particolare, i giocatori problematici, ovvero individui che, seppur non ancora affetti da ludopatia, aumentano progressivamente la frequenza di gioco". Intanto il progetto di prevenzione “Una Rete Contro l’Azzardo: dagli Amministratori ai Cittadini”, va avanti. Vertemate con Minoprio aderisce assieme ad altri 25 Comuni comaschi, ad Ats Insubria e ad alcune associazioni impegnate nell’ambito del sociale e del volontariato.