Strage di Erba, 16 anni di processi e istanze ma per i giudici nessun dubbio: Olindo e Rosa sono colpevoli

Non solo il processo sfociato nell’ergastolo per i coniugi Romano ma tra il 2015 e il 2020 le richieste di nuove indagini della difesa sono già state rigettate in altre sette occasioni

Rosa Bazzi e il marito Olindo Romano (Ansa)
Rosa Bazzi e il marito Olindo Romano (Ansa)

Erba (Como), 29 aprile 2023 –  La fondatezza della sentenza di ergastolo diventata irrevocabile da 12 anni a carico di Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba dell’11 dicembre 2006, si basa su una quantità di giudizi, valutazioni e analisi così articolate, la cui imponenza e importanza emerge nitidamente dal dettagliato elenco cronologico diffuso ieri dalla Procura di Como, a premessa della presa di posizione del Procuratore Capo facente funzioni Massimo Astori.

La loro responsabilità è stata dichiarata in maniera convergente nei tre gradi di giudizio – Corte d’Assise di Como del 2008, Corte d’Assise d’Appello di Milano del 2010 e Corte di Cassazione di Roma del 2011 – i cui giudici "hanno espresso valutazioni ampiamente positive delle prove raccolte" scrive il Procuratore, aggiungendo che "le corpose e approfondite sentenze che hanno motivato la condanna, non lasciano spazio a perplessità". I giudici hanno infatti più volte affermato "la correttezza dell’operato del Pubblico Ministero e dell’Arma dei Carabinieri, che nelle fase delle indagini hanno raccolto prove materiali, documentali, dichiarative, scientifiche e logiche incontestabili, non certo le sole confessioni", e per contro "l’irrilevanza delle argomentazioni di segno opposto".

Le istanze

Dal 2015 , ai tre gradi di giudizio, si sono aggiunte "numerose altre pronunce giurisdizionali su corpose istanze difensive tendenti a ottenere nuove indagini e un giudizio di revisione". Tutte ritenute prive di novità, inammissibili e quindi rigettate. L’elenco è significativo: Corte d’Assise di Como in nuova composizione nel 2015, Corte d’Appello di Brescia a gennaio 2018, Corte di Cassazione a luglio 2018, Corte d’Assise di Como in nuova composizione ad aprile 2019, Corte di Cassazione a settembre 2019, Corte di Assise di Como in nuova composizione a febbraio 2020, Corte di Cassazione a novembre 2020. A questo si sono aggiunti gli accertamenti ispettivi ministeriali del 2020 alla Procura di Como, in seguito a "ulteriori segnalazioni asserite irregolarità nelle intercettazioni ambientali".

La difesa

La difesa "non ha mai avanzato durante la fase delle indagini, doglianze sulle modalità delle stesse, degli interrogatori e della condotta tenuta da tutto il personale coinvolto". Infine le confessioni: "Dettagliate fino alla descrizione di ogni minimo e atroce particolare", ritenute "spontanee, coerenti, non indotte da suggerimenti, ritrattate senza alcuna ragione se non una diversa scelta difensiva", e seguite nei mesi successivi da "ulteriori dichiarazioni confessorie a più interlocutori e persino da appunti manoscritti di Olindo Romano nel 2007 e da una lettera". Lo stesso aveva scritto: "Gli avvocati vogliono rispondere con la carta stampata, trovare un giornale che abbracci la nostra causa… seminare dubbi, incertezze, caos nella stampa che ci è contro". Ora le sentenze di condanna emesse a carico di Olindo Romano e Rosa Bazzi in tre gradi di giudizio, a breve saranno pubblicate sul siti della Procura di Como.