ROBERTO CANALI
Cronaca

Scontro sulle cure dei frontalieri, il Canton Ticino non vuol pagare

Prosegue il braccio di ferro sui costi sanitari per le prestazioni fornite ai cittadini campionesi

Campione d'Italia

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Nonostante il Tar della Lombardia e il tribunale ordinario di Milano in due sentenze ravvicinate abbiano riconosciuto ai cittadini di Campione d’Italia il diritto di farsi curare, a spese del servizio sanitario nazionale, negli ospedali e le cliniche del Canton Ticino, quello delle cure riservate agli abitanti dell’ex-clave continua a rimanere un nervo scoperto non solo per l’Italia, ma anche per la Svizzera. Il deputato della Lega dei Ticinesi, Alessandro Mazzoleni, nelle scorse settimane ha chiesto chiarimenti al Consiglio di Stato del Canton Ticino per "evitare che i costi dell’assicurazione malattia conseguenti alle cure sanitarie offerte indistintamente a tutti i cittadini di Campione d’Italia vadano a ricadere sui contribuenti della Svizzera italiana".

Il Governo del Canton Ticino ha risposto che i cittadini di Campione hanno diritto a tutte le prestazioni previste dal sistema di assicurazione malattie svizzero ma in base all’accordo Italo-Svizzero del 2005 "nessun onere potrà essere addebitato allo Stato del Cantone Ticino per la cura dei cittadini di Campione d’Italia". Una risposta che ha soddisfatto solo in parte l’esponente della Lega dei Ticinesi. "Il Governo ticinese sembra però disattendere che i costi sanitari per le prestazioni fornite ai cittadini campionesi, in seguito “a malattia, infortunio non professionale o maternità“, influiscono direttamente sulla spesa sanitaria ticinese e quest’ultima a sua volta influenza direttamente la fissazione dei premi di cassa malati per tutti i ticinesi - sottolinea Mazzoleni - Indirettamente questa situazione potrebbe quindi rivelarsi decisamente svantaggiosa".