SIMONA BALLATORE
Cronaca

Scacco al cambiamento climatico. Un piano da 15 milioni in 10 mosse

Dal turismo all’agricoltura: il progetto coordinato dal polo della Statale a Edolo per montagne più resistenti

Scacco al cambiamento climatico. Un piano da 15 milioni in 10 mosse

Scacco al cambiamento climatico. Un piano da 15 milioni in 10 mosse

Dall’Alta Val Camonica ai Pirenei: le contromosse al cambiamento climatico si sperimentano sul campo, in sei comunità pilota e in altre quattro che avranno il ruolo di “replicatori“ per capire se le formule adottate funzionano su scala più ampia, se sono esportabili. Al centro del maxi progetto “MountResilience“ da 15 milioni di euro c’è il polo UniMont dell’università Statale di Milano, che si trova a Edolo, nel Bresciano, e che ha radunato in queste settimane più di 80 ricercatori provenienti da 13 Paesi per dare il via alla “Missione Clima“ di Horizon Europe finanziata dalla Commissione Europea, la prima dedicata interamente al territorio montano. L’obiettivo comune è uno: rendere la montagna più resistente, in grado di adattarsi al clima che cambia senza perdere le sue caratteristiche e contrastando gli effetti collaterali. Sotto la lente il turismo invernale, da convertire, il consumo idrico in agricoltura per far fronte a periodi di siccità e alluvioni, il risparmio e l’efficientamento energetico di spazi, l’utilizzo del suolo e la tutela della biodiversità. Partendo da un dato: oggi le montagne ospitano il 17% della popolazione dell’Unione Europea, un cittadino su sei vive in zone montuose, che si trovano ad affrontare una sfida senza precedenti.

Si testano quindi azioni di adattamento con l’intento di creare una banca-dati internazionale attraverso il contributo di 47 partner provenienti da 13 Paesi europei, coordinati dal polo UniMont della Statale. Il programma durerà cinque anni. Sono state individuate sei comunità pilota, con caratteristiche diverse tra loro: Tirolo (Austria), Gabrovo (Bulgaria), Râu Sadului (Romania), Vallese (Svizzera), Piemonte (Italia) e Lapponia (Finlandia) che attiveranno - insieme ai ricercatori - comunità locali, imprese e pubbliche amministrazioni nella co-progettazione. Per esempio in Tirolo ci si concentrerà soprattutto sul turismo invernale (sempre più corto) ed estivo e sulla riconversione di infrastrutture, in Piemonte si studieranno soluzioni per l’irrigazione, con il monitoraggio anche delle acque sotterranee, in Romania si testeranno speciali macchinari per seminare e fertilizzare i prati nelle zone più impervie, anche attraverso l’utilizzo di droni. Le quattro comunità “replicator” saranno invece Friuli-Venezia Giulia (Italia), Catalunya (Spagna), Primorje-Gorski Kotar County (Croazia) e Podkarpackie (Polonia) che riproporranno le soluzioni tecnologiche e sociali di adattamento testate nei loro ambiente. I ricercatori della Statale faranno da raccordo.

"Gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti e mettere a punto strategie per affrontarli in modo adeguato, per limitarne i danni e, magari, riuscire a ottenerne anche qualche beneficio, è una priorità – sottolinea Anna Giorgi, responsabile del Polo UniMont della Statale e referente scientifico del progetto Horizon Europe MountResilience –. È una vera e propria urgenza, da affrontare insieme a livello europeo, per condividere buone pratiche e individuarne di nuove anche nei contesti territoriali peculiari ed esposti come quelli montani, di cui la Statale di Milano, da anni, si occupa lavorando nel territorio a stretto contatto con le realtà locali e gli stakeholder nazionali e internazionali".