Racket delle lucciole nel centro d’accoglienza: due giovani picchiate

Non volevano prostituirsi

Le ragazze hanno 17  e 18 anni (Cusa)

14-06-2017 COMO DONNE AL CAMPO PROFUGHI MIGRANTI IN VIA REGINA TEODOLINDA FOTO CUSA CELL 335 6855682 fabriziocusa@gmail.com

Como, 15 giugno 2017 - Le hanno avvicinate a pochi metri dal centro di accoglienza, e poi malmenate perché si erano ribellate al tentativo di essere avviate alla prostituzione. Sarebbero state portate a Torino, dove la richiesta di giovanissime straniere pare essere ormai così diffusa, da costituire un problema noto agli inquirenti. Ma loro due, la più giovane di soli 17 anni, l’amica di 18 compiuti un mese fa, entrambe di origine nigeriana e ospiti del centro di accoglienza governativo di Como, hanno cercato di allontanarsi, finendo per essere picchiate. In particolare la più grande è stata presa a schiaffi, strattonata e ferita al collo, al punto da dover essere costretta a ricorrere alle cure mediche in pronto soccorso.

È accaduto martedì sera, quando le due ragazze sono uscite dal centro e si sono sedute su una panchina a pochi metri di distanza, dove sono state raggiunte dai tre connazionali: Eseosa Ogbonmwan, 28 anni; Maxwell Ikhuoria, 25 anni e Saturday Okoh, 19 anni, tutti ospiti di centri di accoglienza del Comasco e attualmente finiti in carcere dopo l’intervento della Squadra Volante della Polizia. A chiamare la pattuglia sono stati i responsabili del centro di via Teodolinda, che hanno visto rientrare le ragazze spaventate e ferite. Subito le due amiche hanno raccontato di essere state picchiate perché avevano rifiutato di prostituirsi, descrivendo i tre connazionali, che non conoscevano.

La polizia, grazie alla descrizione delle loro caratteristiche fisiche, e soprattutto degli abiti che indossavano, è riuscita a rintracciarli nel giro di pochissimo tempo, cercandoli nei rispettivi luoghi di pernottamento e bloccando anche il tentativo di fuga di uno dei tre. Nel frattempo la Polizia ha preso la denuncia delle ragazze e avvisato il magistrato di turno della Procura di Como, che ha disposto l’arresto.

Questo episodio solleva ancora una volta il problema della tutela dei minori stranieri non accompagnati, che a Como sono presenti in numero superiore rispetto alla media delle altre città, a causa della prossimità con il confine svizzero. A questo proposito, è stato recentemente approvato un protocollo specifico a livello regionale per la formazione di tutori e oggi è previsto un incontro in Tribunale a Como con il Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, coordinato dal magistrato di collegamento con il territorio e le istituzioni, il giudice Maria Luisa Lo Gatto. Tema: il progetto che sta procedendo da mesi a Como, con grande anticipo rispetto ad altri territori. Dal capoluogo lariano lo scorso anno sono transitati circa 800 minori, di cui solo 45 hanno chiesto la tutela. In questo momento sono circa 160, destinati a diventare a breve 200, quasi tutti affidati al Comune di Como, con l’aggravio di costi e di gestione che ne deriva.