PAOLA PIOPPI
Cronaca

Compagno violento in casa, la vittima all’amica: “Se ti mando questa emoticon chiama la polizia”

Como, una 58enne costretta a subire per mesi vessazioni, minacce e insulti. Con un’amica si accorda per far scattare l’allarme senza subire ritorsioni: grazie al simbolo spedito su WhatsApp arriva la polizia. E l’uomo viene arrestato

Messaggio su Whatsapp

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Per avere la certezza che qualcuno potesse chiamare aiuto in caso di pericolo, aveva ideato un messaggio in codice da inviare via whatsapp a un’amica: un emoticon, un simbolo prestabilito. Se lo avesse ricevuto, doveva subito avvisare la polizia. Perché la donna, una comasca di 58 anni, che si era ritrovata in casa un tunisino di 50 anni, con cui nel 2019 aveva iniziato una relazione, non poteva più vivere. Dopo un iniziale periodo di frequentazione, l’uomo ad agosto dello scorso anno aveva lasciato il lavoro e si era trasferito a casa di lei a Como, pretendendo che lo mantenesse in tutto, nonostante la donna non navigasse nell’oro, e che gli comprasse almeno tre pacchetti di sigarette al giorno. La compagna riusciva a garantirgli il minimo per tenerlo calmo, ma nel frattempo lui le aveva vietato di frequentare sia le sue amiche, che regolarmente ingiuriava, che gli amici, ritenendo che avessero delle mire su di lei.

In questo isolamento, la donna veniva costantemente vessata, ingiuriata, sottoposta a violenze morali e fisiche, costretta ad assistere alla distruzione della casa durante gli attacchi di ira causati quasi sempre da uno smodato consumo di alcol. Una condizione per la quale ormai viveva in preda alla paura, al punto da sentirsi costantemente in pericolo, e mettere a punto il sistema di richiesta di aiuto che l’amica avrebbe dovuto garantirle in caso di emergenza. Ma non ha avuto bisogno di arrivare a questo, perché ieri la Squadra Mobile di Como lo ha arrestato e portato in carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal sostituto procuratore di Como Antonia Pavan. Le indagini hanno ricostruito una serie di episodi di aggressione fisica, tentativi di soffocamento mettendole il cuscino sulla faccia in piena notte, mentre era a letto, o minacce di tagliarle la gola brandendo due coltelli da cucina. Un’altra volta aveva ribaltato il materasso facendola cadere sul pavimento mentre stava dormendo.

A dicembre dello scorso anno, uno degli episodi più preoccupanti: il cinquantenne era tornato a casa ubriaco, aveva inserito uno straccio in una bottiglia di alcol e gli aveva dato fuoco, minacciando di distruggere la casa. Era stata la stessa donna ad avventarsi sulla bottiglia e a riuscire a metterla sotto il getto dell’acqua, impedendo il peggio. Comportamenti che sono progressivamente peggiorati e diventati sempre più aggressivi, al punto che quando la donna, in alcune occasioni, ha cercato di scappare e chiedere aiuto ai vicini, lui l’aveva rincorsa e trascinata in casa, strappandole il telefono. A fine agosto si era decisa a presentarsi in Questura, sporgendo denuncia, raccontando quello che subiva.