Legnano, ecografi e letti da parto in ospedale grazie al ‘germoglio di Bianca’

Il progetto della Fondazione Ballabio avviato tre anni fa arriva a compimento con le nuove donazioni

La cerimonia presso la Famiglia legnanese

La cerimonia presso la Famiglia legnanese

Legnano (Milano) – Il progetto si chiama ‘Il germoglio di Bianca’, ma si può dire che quel germoglio sia ormai cresciuto sino a diventare un albero: ieri mattina alla sala Caironi della Famiglia legnanese è stato presentato il nuovo sviluppo di un progetto nato nel 2021 grazie alla Fondazione Bianca Ballabio e sostenuto dalla Fondazione dei 4 Ospedali con il contributo dei Lions Club Legnano Carroccio e Legnano Host.

Partito con una raccolta di 50mila euro, aveva permesso alla sala parto dell’Ospedale di Legnano d’attrezzarsi di quattro docce speciali con idromassaggio per il travaglio e il parto in acqua, supportate da musicoterapia e cromoterapia: il progetto, sostenuto anche dal Lions Club Castello Le Robinie, passa ora al secondo step con quattro nuovi letti da parto per le donne in travaglio e due ecografi di ultima generazione per la diagnostica fetale, dotazioni che saranno per la metà disponibili in reparto (già raccolti 90 dei 180mila euro necessari) entro un paio di mesi.

A sottolineare l’importanza del rapporto tra istituzione e comunità è stato in prima battuta il direttore generale dell’Asst, Francesco Laurelli, ben contento di poter contare su questo supporto esterno, mentre il presidente della Fondazione 4 ospedali, Norberto Albertalli, ha posto l’accento sul «cambio di rotta» che iniziative come questa hanno prodotto sul reparto legnanese, dove i numeri in aumento dei parti effettuati sono testimonianza di un’area materno infantile in continua crescita d’utenza. Dove non possono arrivare neppure i nuovi macchinari e le tecniche d’avanguardia, arriva poi l’approccio “umanizzato“ che è sembrato trasparire con decisione dagli interventi di chi lavora in prima linea nel reparto, dal primario Guido Stevenazzi, passando per Marina Fogliani, responsabile della struttura gestione attività Ostetricia e sala parto, a Veruska D’Elia, ostetrica coordinatrice di Ostetricia e Ginecologia: un gruppo di lavoro che si è consolidato con forza in tempo di Covid e che ora raccoglie il frutto di un lavoro che ha obiettivi condivisi.

Un lavoro che convince e commuove ancora oggi chi, come Michela e Massimo, i genitori di Bianca Ballabio che hanno dato vita alla Fondazione, vedono in questo impegno ideale nel servizio sanitario un piccolo pezzo del sogno rincorso dalla figlia prima della tragica scomparsa.