BUSINESS La Guardia di Finanza mostra la merce sequestrata Il mercato della droga è in continua ascesa
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Como, 23 marzo 2018 - Un fiume di droga proveniente dall’Albania fino alla Lombardia, nascosta in doppifondi delle auto. Le partite di eroina, destinate al mercato svizzero, in particolare alla zona di Zurigo, venivano trasportate varcando le frontiere nel Comasco. La marijuana, invece, era distribuita nel Nord Italia attraverso un articolato sistema di corrieri. Il denaro guadagnato in alcuni casi veniva “ripulito” e cambiato con banconote di taglio inferiore facendo acquisti nell’outlet Fox Town di Mendrisio. Un traffico smantellato dall’operazione Aquila nera della Guardia di finanza di Milano, coordinata dal procuratore di Como Nicola Piacente e dal pm Antonio Nalesso.

La procura ha chiuso le indagini preliminari, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, a carico di 17 persone, tutti albanesi residenti tra il Comasco e l’hinterland di Milano. Tra loro una delle figure di spicco del gruppo, Ekil Nderjaku, 34 anni, che si occupava dei rifornimenti di droga in Albania e dell’organizzazione dei trasporti. Le indagini partite nel 2013 hanno portato al sequestro in varie tranche di 440 chili di marijuana, 10 chili di eroina e 220 chili di sostanza da taglio. Per lo stoccaggio e il taglio della droga veniva utilizzato un appartamento a Como, in via Varesina, dove viveva una coppia di albanesi, entrambi indagati. Una donna, Adelina Tafa, secondo le accuse aveva il compito di tagliare, preparare e confezionare l’eroina. Il marito, Shkelzen Tafa, si occupava della custodia e dello stoccaggio. È stato possibile ricostruire anche i compensi per i corrieri incaricati dei trasporti su un raggio più limitato: 100 euro per ogni chilo di marijuana da Como a Rozzano. Sono 57 gli episodi contestati, a vario titolo, agli indagati. Tra i luoghi utilizzati per la cessione delle partite di eroina anche il parcheggio del Fox Town di Mendrisio. La droga, poi, veniva trasportata da altri corrieri verso Zurigo o San Gallo. Il denaro, invece, veniva portato in Albania, utilizzato per pagare i fornitori e reinvestito nell’acquisto di stupefacenti.