Ivan Cotroneo firma la petizione
Ivan Cotroneo firma la petizione

Como, 9 febbraio 2017 - «Per tanti anni l’Astra e il Gloria sono stati gli ultimi presìdi per dare una boccata d’ossigeno agli amanti del cinema. Continuano a essere una risorsa preziosa per la città». Così il sindaco di Como Mario Lucini risponde all’appello lanciato in questi giorni da due realtà culturali in pericolo, il cinema Astra - gestito dall’Ufficio Cinema della Diocesi - e il Gloria, gestito dall’Arci. È Lucini il destinatario della petizione online per salvare l’Astra, diramata in occasione del Festival del Cinema di Como, che si è chiuso sabato con la partecipazione di Marco Bellocchio che ha ribadito pieno sostegno «a un’iniziativa preziosa, che va difesa. Spero possa continuare perché è l’unico modo per far vedere un cinema che si trova sempre meno nei circuiti normali». Quasi mille firme, conquistate in una sola settimana sul web, alle quali se ne aggiungono oltre 300 raccolte nel foyer del cinema; fra i firmatari anche protagonisti di punta del cinema italiano come Ivan Cotroneo e Fiorella Infascelli. La petizione è stata rilanciata anche da Federico Micali, regista de «L’Universale»: «Siamo felicissimi di fare da megafono, in supporto di tutte le piccole sale resistenti cui il film è dedicato».

«Caro sindaco, ci rivolgiamo a Lei - si legge nel testo della petizione - le chiediamo che sia preservata la destinazione d’uso del Cinema Astra come cinema sala della comunità. Essendo una sala storica, ospitante iniziative socio-culturali frequentate dai comaschi con entusiasmo e passione crescenti, nonché l’unica rimasta in città, il Cinema Astra merita di essere tutelato come bene per la crescita e la stessa sopravvivenza della nostra comunità». «Abbiamo pensato di rivolgerci al Comune, alla diocesi e alla cittadinanza per fare sentire la voce della comunità e incoraggiare il dialogo fra le parti – spiega Paolo Lipari, promotore della petizione e direttore del festival -. E la comunità dice a gran voce che deve rimanere, perché è nostro. Vedere la sala piena con oltre 400 persone ogni sera è stato un segnale: più che della chiusura dovremmo parlare dell’ampliamento dell’Astra».

Entro luglio  si scoprirà il destino dell’Astra: scadrà l’affitto ponte che per un anno ha permesso all’ufficio cinema della diocesi di Como di tenere accesi i riflettori nonostante la situazione economica difficile. «La struttura è privata, le possibilità di manovra sono limitate – spiega il primo cittadino – ma per la destinazione d’uso, nel Piano di Governo del territorio abbiamo assegnato a quel comparto e agli spazi della parrocchia di San Bartolomeo una destinazione di interesse pubblico-collettivo. Non può essere cambiato in residenziale senza permessi e l’approvazione da parte della giunta. Quello che si può fare veramente per limitare ogni variazione è fare in modo che l’Astra continui a essere un luogo molto frequentato dagli amanti del cinema. Speriamo anche il Festival, una manifestazione sempre molto seguita e frequentata, aiuti a fare riaffezionare i comaschi alla sala».