Il presidio dei lavoratori della casa da gioco chiusa
Il presidio dei lavoratori della casa da gioco chiusa

Como, 2 gennaio 2019  - «Campione d’Italia ha toccato probabilmente il punto più basso della sua storia e adesso non resta che ripartire». Cerca di trovare una nota di ottimismo Christian Toini, segretario dello Snalc – Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Case da Gioco – che si dichiara pronto a collaborare con il commissario straordinario, non appena verrà nominato dal Governo, per riaprire al più presto la casa da gioco. Nei giorni scorsi i sindacati avevano definito un errore il licenziamento dei 469 dipendenti. «Speriamo fino all’ultimo in un ripensamento – aveva dichiarato Mimma Agnusdei segretario della Slc Cgil Como – La scelta dei curatori fallimentari è prevista dalla procedura, ma non esistono atti obbligati. Tanto più che dopo mesi ci troviamo di fronte a una chiara indicazione del Governo per riaprire la casa da gioco». Secondo Toini, sostenuto anche da Fisascat Cisl e Ugl, i licenziamenti in base all’attuale impianto normativo in materia di ammortizzatori sociali sono «conditio sine qua non per consentire ai lavoratori residenti in Italia di poter accedere alla Naspi e poter riscattare il Tfr».

Negli ultimi giorni proprio i licenziamenti, diventati effettivi a partire dal 31 dicembre, hanno scatenato una polemica tra il deputato del M5s, Giovanni Currò, che aveva affermato che così per la nuova società «non vi sarebbe stato obbligo di riassunzione» e i rappresentati sindacali di Cgil e Uil. «La mia affermazione era un’ovvietà giuridica che è stata mistificata – si difende Currò - Presto attenzione ed interesse alla proposta pervenuta del collega Alessio Butti di Fdl in merito ad un criterio di selezione all’eventuale momento della riassunzione. Con il decreto fiscale e la legge di bilancio, la maggioranza ha dimostrato chiaramente che sta affrontando la crisi di Campione in modo diverso rispetto al passato, buttando l’occhio oltre il breve periodo e mostrato vicinanza sin da subito alla Comunità campionese, anche prima del prevedibilissimo e inevitabile fallimento della casa da gioco ed il dissesto del Comune. Auguro a tutti, anche al vecchio sistema, buon 2019 di cambiamento».

Una risposta a stretto giro di posta è arrivata da Luca Fogliata segretario della Uilcom Uil di Como. «Le riassunzioni non saranno un obbligo giuridico, ma sono senza dubbio un dovere morale nei confronti di lavoratori che in alcun modo hanno causato il disastro che oggi ci troviamo a fronteggiare – conclude - Sicuramente dovrebbero essere una priorità per la politica, che è sempre stata a conoscenza di quanto stava accadendo, oltre al fatto che il compito politico è anche quello di garantire l’occupazione, tutelando il lavoro così come prescritto nella Carta Costituzionale<WC>»<WC1>. <WC>