Il casinò di Campione
Il casinò di Campione

Campione d'Italia (Como), 19 novembre 2018 - «Si ringrazia il Casinò Campione d’Italia per averci fornito i giocatori». A Lugano guardano dall’altra parte del lago e sorridono, come due facce della stessa moneta la sfortuna di una riva si è trasformata nella buona sorte dell’altra. Da quando il Tribunale di Como ha chiuso, per fallimento, la casa da gioco italiana gli affari del piccolo casinò svizzero vanno a gonfie vele.

A ottobre si è registrato un aumento di giocatori del 27% e i risultati del gioco sono in aumento del 54%. Gli incassi da gennaio a ottobre sono saliti del 36% raggiungendo quota 35 milioni di franchi (quasi 31 milioni di euro), le puntate al tavolo verde sono cresciute del 71% (+83% alla roulette) e il punto banco, il gioco che piace tanto ai cinesi, è cresciuto del 746%. Merito delle frotte di italiani, lombardi e piemontesi, che dopo la chiusura del Casinò Campione d’Italia, il 27 luglio, anziché cambiare abitudini si sono spostati di una decina di chilometri. Così il Casinò di Lugano, che nel 2015 era in caduta libera e stava per affossare anche il bilancio cittadino, adesso va talmente bene da pensare di ingrandirsi e molto probabilmente verrà ceduto ai privati. A Campione d'Italia è accaduto l’opposto, 116 giorni di chiusura hanno significato mancati incassi per 23 milioni di euro ed è collassato l’intero paese. In Comune hanno annunciato 86 esuberi, si passerà da 103 a 15 dipendenti. Il commissario prefettizio Giorgio Zanzi ha deciso anche di vendere tutto quel che si può vendere. Un tesoretto che sulla carta vale quasi 40 milioni di euro, anche se difficilmente nelle casse arriverà una cifra del genere.

I pezzi più pregiati sono l’area porto e il lido, stimati per 14 milioni di franchi (oltre 12 milioni di euro); poi Villa Mimosa, di fronte al casinò, che verrà messa in vendita a una base d’asta di 7 milioni di franchi (oltre 6 milioni di euro). Pensare che fino a un anno fa si era ipotizzato addirittura di trasformare l’immobile in una sorta di dependance dedicata ai giocatori cinesi. Poi ci sono una sessantina di appartamenti comunali, valore stimato 20 milioni di franchi (oltre 17 milioni di euro), alcuni dei quali il Comune già in passato aveva provato, senza successo, a cedere agli inquilini. All’asta anche le due ville donate dall’ex sindaco Carlo Franchini, per un valore di oltre 2 milioni di euro, una in paese e l’altra a Bordighera. Da ripianare ci sono debiti per oltre 20 milioni di euro e soprattutto ci sono da pagare i conti al Canton Ticino che qui si occupa di erogare alla comunità italiana l’elettricità e tutte i servizi, compresa la raccolta dei rifiuti e la navigazione. Non è un caso che a Campione in tanti, di fronte all’Italia che ha voltato loro le spalle, non faticano a dire che preferirebbero essere annessi alla Svizzera. Sul tavolo c’è la proposta di creare per Campione d’Italia una Zona Economia Speciale, una sorta di Livigno bis con benzina e sigarette detassate.