Como, 2 gennaio 2010 -  Sembrava un giorno come tanti ieri a Campione d’Italia, invece come capita nel mondo delle favole a mezzanotte del 31 per l’exclave si è chiusa un’era e se n’è aperta un’altra. La magia non c’entra, tutta colpa o merito della burocrazia che ha deciso che questo paese di neppure un chilometro quadrato di superficie e con una popolazione di nemmeno 2mila abitanti entrasse a far parte dell’area doganale Ue. Un privilegio il rimanerne fuori che oggi, almeno per quel riguarda l’Italia, è riservato solo a Livigno che infatti si tiene ben stretta l’eccezionalità della sua condizione.

Sì perché entrare a far parte dell’area doganale Ue costa, anzitutto in termini di tasse da pagare. Da ieri a Campione hanno scoperto l’esistenza dell’Imposta locale sul consumo (Ilcci) una specie di Iva all’8% che si applica "alle forniture di beni, alle prestazioni di servizi nonché alle importazioni effettuate nel territorio del Comune per il consumo finale". A doverla incassare sarà il comune, a pagarla "chi nel territorio effettua, nell’esercizio di impresa, arti o professioni, forniture di beni e prestazioni di servizi. Sono altresì soggetti passivi d’imposta i consumatori finali che effettuano importazioni nel territorio di Campione d’Italia".

Il gettito è stato stimato in 5 milioni di euro l’anno, ma nell’exclave credono poco alle stime fatte da Roma anche perché dopo il fallimento del casinò, nel luglio del 2018, qui l’intero sistema economico del paese è venuto giù come un castello di carte. La rivoluzione è scoppiata, ma in maniera silenziosa, niente segni evidenti almeno in paese dove l’Agenzia delle Dogane ha aperto un presidio, nell’ex Agenzia Turistica, ma per ora i suoi uomini in giro si vedono poco.

Nei giorni scorsi alcuni di loro hanno incontrato gli operatori economici e la cittadinanza in municipio per spiegare cosa accadrà con l’ingresso nell’area doganale Ue e sfatare anche qualche leggenda sorta nelle scorse settimane. «Campione mantiene l’esclusione dall’applicazione dell’Iva italiana e di quella svizzera – hanno spiegato i funzionari – Entro il 30 aprile un decreto del Mef stabilirà le modalità di versamento per le operazioni effettuate dal 1 gennaio al 30 giugno 2020. Questa imposta si applica solo ai beni e ai servizi acquistati o importati per il consumo finale, sono esenti i passaggi di beni e servizi fra operatori economici. I beni e i servizi sono destinati al consumo finale quando sono impiegati per esigenze personali o familiari e non per una attività economica".

Gli operatori economici stabiliti a Campione d’Italia secondo la spiegazione dell’Agenzia delle Entrate non subiranno discriminazioni rispetto agli operatori economici di altri Paesi perché non pagheranno l’Ilcc ai propri fornitori e riceveranno i beni e i servizi dagli operatori economici residenti in altri Stati o nel resto dell’Italia senza Iva. In entrambi i casi gli operatori economici verseranno l’imposta che hanno addebitato ai clienti. Siccome il nuovo balzello si applicherà anche sulle importazioni a Campione dei beni prov enienti da altri Paesi, compresi l’Italia, in particolare effettuate da consumatori finali. Soglie di franchigia e regimi di tax free sono stati previsti per evitare la duplicazione dell’imposta. Inutile dire che oltre alla tasse sono le registrazioni e gli adempimenti ad avvelenare il primo dell’anno dei campionesi che si sentono un po’ sotto assedio. Non potrebbe essere altrimenti dal momento che se la GdF deve ancora arrivare gli agenti dell’Agenzia delle dogane svizzera si sono visti a Bissone per controllare i loro concittadini in uscita da Campione d’Italia.