Manifestazione ex dipendenti del Casinò di Campione
Manifestazione ex dipendenti del Casinò di Campione

Como, 10 novembre 2019 - Una vera e propria iattura secondo i residenti l’ingresso nell’area doganale Ue, per questo a Campione d’Italia martedì scenderanno in piazza per manifestare alle 12 di fronte al municipio. L’ora x scatterà il prossimo 1 gennaio e in paese già temono l’ennesimo colpo di grazia su quel che rimane della loro comunità, già messa a durissima prova dal default del Comune e il fallimento del casinò. Insieme alla dogana infatti arriverà anche l’Iva che si chiamerà LCCI, ovvero Imposta Locale sul Consumo e sarà pari all’8% come l’imposta sul valore aggiunto che si paga in Svizzera. Non è l’unica conseguenza, se entro il 1 di gennaio il Governo non ha avrà bloccato in qualche modo l’ingresso di Campione d’Italia nell’area doganale Ue il rischio, per gli abitanti dell’exclave, è di ritrovarsi con le auto della polizia cantonale elvetica fuori dal grande arco che delimita l’ingresso in paese. «Quello è il minimo – aveva spiegato il Consigliere di Stato del Canton Ticino, Norman Gobbi – il territorio di Campione entrerà a far parte dell’area doganale Ue e noi dobbiamo tutelarci, i controlli saranno verso i mezzi in ingresso e in uscita.

Purtroppo temo che i problemi per gli abitanti dell’exclave non finiranno qui, servizi come la raccolta rifiuti, la fornitura di energia elettrica e l’utilizzo dei ponti radio che vengono utilizzati per la trasmissione dei telefoni cellulari sono basati su accordi precedenti a questo nuovo status giuridico e andranno rivisti. Consiglio al Governo italiano di intervenire per ritardare il provvedimento, in caso contrario a pagarne le conseguenze saranno gli abitanti di Campione d’Italia e dico questo con dispiacere ben sapendo la situazione pesante che questa comunità sta vivendo». Fosse per gli abitanti di Campione la Direttiva comunitaria Ue 2018/0124 che prevede l’inserimento del paese nel territorio doganale dell’Unione europea sarebbe da buttare nel cestino, nei mesi scorsi hanno raccolto 1.605 firme contro il provvedimento deciso a Bruxelles con l’avvallo del Governo italiano.

In paese chiedono di mantenere il loro status e continuare a essere considerati, dal punto di vista doganale, territorio elvetico in ragione di una specifica normativa svizzera in materia e del diritto internazionale consuetudinario. Solo così potrà essere garantito il libero e costante passaggio tra Campione e il circostante territorio elvetico, fondamentale per consentire alla comunità di sopravvivere. Finora gli unici ad ascoltarli sono stati consiglieri regionali che in settimana hanno approvato all’unanimità una mozione per chiedere a Roma di bloccare il provvedimento.