Cadorago: cosa ci facevano tre ucraini nella villa di un riccone russo. E cosa c’entra il lavoro nero

Operazione nel cantiere per la ristrutturazione di una dimora di lusso. Sospesa l’attività di un’azienda con sede nel Pavese

I rilievi nel cantiere di Cadorago

I rilievi nel cantiere di Cadorago

Cadorago, 28 febbraio 2024 – Operai senza contratto di assunzione, privi di formazione professionale e di visite mediche, al lavoro in un ambiente per il quale non era stato redatto un piano di sicurezza e di tutela dai pericoli.

È la situazione trovata lunedì dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Como, all’interno di un cantiere per la ristrutturazione di una villa a più piani a Cadorago, in via Toscanini, di proprietà di un committente russo. I militari del Nil, sono intervenuti assieme ai colleghi della stazione di Lomazzo, all’Ispettorato del lavoro e alla Polizia Locale di Cadorago, per fare verifiche a tutto campo sul cantiere e sull’impresa a cui è stata affidata una ristrutturazione da circa un milione di euro.

La ditta incaricata, con sede a Casteggio, nel Pavese, è risultata essere intestata a un imprenditore di origine ucraina residente in Italia, che impiegava tre connazionali, tutti privi di contratto. Tre lavoratori in nero su tre, il cento per cento della forza lavoro, che ha portato all’immediata sospensione dell’attività. Per poter riprendere, dovrà assumerli con regolare contratto per almeno sei mesi.

Ma i carabinieri del Nil, dopo questa contestazione di natura amministrativa, hanno trovato anche violazioni penali: la mancanza della visita medica che certificasse l’idoneità sanitaria dei lavoratori, la mancanza della formazione in materia di sicurezza, e la mancanza del piano operativo di sicurezza.

La sospensione dell’attività a cui è andato incontro l’imprenditore, è stata quindi doppia: per lavoro nero, e per carenze dal punto di vista della sicurezza. Contestazioni sfociate anche in quasi 16mila euro di sanzioni e 24mila euro di ammende. Anche la Polizia Locale ha svolto accertamenti relativi alla conformità dei titoli abilitativi richiesti per la ristrutturazione, nell’ipotesi che non fossero conformi a quanto depositato in Comune.

È infine al vaglio la posizione del committente, proprietario dell’immobile, e delle modalità con cui ha affidato l’incarico di ristrutturazione all’impresa di Casteggio, di cui avrebbe dovuto preventivamente verificare l’idoneità.