Brienno (Como), 7 luglio 2016 – Cinque anni fa come oggi, erano le ore 18:22" e 54 secondi del 2011 quando la montagna è caduta nel lago. Un momento che gli abitanti di Brienno non potranno più dimenticare. Pioveva da giorni e le valli a monte del paese, in quota nei terreni dove da anni i contadini non salivano più d'inverno a tagliare il bosco, era giunte al limite. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'incontro di due forti temporali che hanno scatenato anche una tromba d'aria: la tempesta perfetta, ma non ai tropici, nel piccolo lago di Como. Nell'arco di pochi istanti il piccolo paese sul lago è stato spazzato via dalla forza della natura. Migliaia di tonnellate di detriti che si sono mangiati le strade, hanno spazzato via un ponte e fatto precipitare una vecchia casa, per fortuna in quel momento vuota, nel lago. Cinque anni dopo la ferita si è rimarginata, ma è impossibile dimenticare.

Il sindaco Patrizia Nava nei giorni del disastro"Ogni volta che c'è un temporale più forte degli altri c'è timore, si guarda sempre dalla finestra – racconta il sindaco, Patrizia Nava - Io quel giorno ero uscita tranquillamente e sono dovuta rientrare in motoscafo perchè la strada non c'era più. Sulla Statale Regina che arriva da Como si erano abbattute tre frane. C'era stato il temporale di notte ed è precipitata moltissima acqua in pochi minuti, più una tromba d'aria che aveva sdradicato le piante. Il temporale aveva fatto danni qui e in Svizzera. Siamo stati precursori di queste calamità: dopo di noi ci sono state le Cinque Terre e la Toscana". Non è un caso che una delle prime cose che a Brienno hanno voluto ricostruire, una volta ripulito tutto dal fango, è stato l'antico ponte romanico spazzato via dalla forza della massa di detriti precipitati dal Pian d'Erba, a 1.165 metri di quota, al confine tra Brienno e Schignano.

"Aver ricostruito il ponte romanico che ha resistito per duemila anni è stato il simbolo che ci si era lasciati il disastro alle spalle. Le trafile sono state lunghissime – prosegue il sindaco - Noi ci siamo riusciti e questo è stato un successo. Tutti promettevano e non si arrivava mai alle firme, invece alla fine sia con la Provincia sia con la Regione siamo riusciti a portare a casa il risultato. È stata lunga, ma alla fine ce l'abbiamo fatta". La cosa importante è stata la messa in sicurezza della montagna, con le reti paramassi. "Alla fine abbiamo ottenuto dalla Regione sul milione e quattrocentomila euro che sono stati tutti utilizzati. Sono state interessate sette valli, che adesso sono state messe al sicuro con le rete paramassi e sono stati puliti gli alvei – conclude - L'importante è rendere più lenta la discesa dell'acqua. L'ultima cosa che abbiamo ottenuto dalla Regione è la progettazione di una strada per la manutenzione in quota. Adesso la dobbiamo costruire, sarà lunga, ma grazie a questi 80mila euro la progetteremo. Purtroppo non c'è più nessuno che va a pulire, il problema c'è sempre".