
Il parco regionale dei Colli di Bergamo La Commissione aveva detto no all’impianto temendo l’impatto negativo
Il diniego alla costruzione di una torre di telecomunicazioni nel parco di via Castello? Frutto di una visione stereotipata: "Gli impianti radioelettrici sono assimilati a opere di urbanizzazione primaria e le stazioni radio base sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica, coerentemente con il principio di necessaria capillarità degli impianti che compongono le reti pubbliche di comunicazione". Lo scrive il Tar di Brescia, che ha accolto il ricorso di Inwit (Infrastrutture wireless italiane). La società nel novembre 2024 aveva avanzato istanza autorizzativa di installazione di un’antenna nel parco regionale dei Colli di Bergamo, in un’area gravata da vincolo paesaggistico. L’impianto sarebbe stato realizzato in acciaio color verde abete, idem la recinzione della stazione radio base, in rete verde per mascherarsi meglio e circondata da alberi da piantumare. L’Arpa aveva rilasciato parere favorevole al progetto sotto il profilo delle emissioni elettromagnetiche ma la Commissione del parco, paventando un impatto sul contesto, aveva detto no. Inwitt si è rivolta al Tar e i giudici - presidente Mauro Pedron - hanno dato ragione all’azienda, sostenendo l’importanza degli impianti di teleradio comunicazione, "assimilabili a opere di urbanizzazione primaria", da cui discende "la possibilità che le stesse siano ubicate in qualsiasi parte del territorio comunale, essendo compatibili con tutte le destinazioni urbanistiche".
Le amministrazioni non possono adottare misure che deroghino ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati dallo Stato, perché funzionali alla tutela della salute, si legge in sentenza. Ma "la pianificazione locale" che esclude intere aree o individua specifiche aree di installazione "non è insuperabile": "un elevato numero di servizi pubblici essenziali èsempre più dipendente dalla velocità ed efficienza dei servizi di rete".
Beatrice Raspa