
Il caso nel Bresciano
Brescia – Prima le tombe distrutte e l’inchiesta. Ora il divieto di lasciare fiori. Tutto iniziò tre anni fa: un giorno una mamma recandosi al cimitero del Vantiniano non trovò più la tomba del figlioletto mai nato. E come lei, molte altre. Il Comune per fare spazio aveva riesumato oltre duemila feti, stando a molti genitori senza avvisare le famiglie. Una vicenda sfociata in un’inchiesta a carico di due funzionarie municipali, la responsabile ai servizi cimiteriali, Monik Liliana Ilaria Peritore e la direttrice di settore, Elisabetta Begni, che ora rischiano il processo per vilipendio di tombe e di cadavere - l’udienza...