BEATRICE RASPA
Cronaca

Revenge porn contro il prete: condannati a nove anni. Gli hanno estorto 170mila euro

La gang di ricattatori minacciava di diffondere un video. Accusati cinque ragazzi tra i 20 e i 25 anni: circuirono il sacerdote

Carabinieri in azione (foto di archivio)

Carabinieri in azione (foto di archivio)

Brescia – Nove anni. È la condanna inflitta ieri a tre giovani romeni finiti sotto processo per avere adescato e taglieggiato un anziano parroco di Brescia. Estorsione pluriaggravata - ai danni di un uomo di chiesa - e revenge porn sono le contestazioni mosse la gang dei ricattatori hard, per l’accusa composta da cinque ragazzi tra i 20 e 25 anni dimoranti nel quartiere Malpensata di Bergamo.

La procura l’anno scorso aveva già incassato la condanna per due ragazzi, giudicati in abbreviato, e ieri il cerchio si è chiuso con il riconoscimento della responsabilità anche per i complici, che però sono irreperibili. Stando a quanto ricostruito dalla polizia Locale di Brescia e dal pm Alessio Bernardi, titolare del fascicolo, gli imputati, veri professionisti del raggiro, circuirono e ricattarono il sacerdote minacciando di rendere pubblico un video compromettente, con il don protagonista.

A far saltare fuori la vicenda nel febbraio 2020 fu proprio il prete ultrasettantenne, il quale esasperato dalle continue e moleste richieste di soldi chiamò i vigili. Inizialmente gli agenti si sentirono riferire alcune lamentele per dei presunti clochard accampati davanti alla sua chiesa, troppo insistenti nella richiesta di "aiutini" in denaro. Approfondendo la storia il parroco mise da parte la vergogna e riferì di essere stato raggirato da quei giovani che lo avevano approcciato chiedendogli sostegno e ospitalità in quanto indigenti. Il don offrì un letto e una doccia ma si ritrovò sotto scacco. Per non diffondere un video che inquadrava il sacerdote mentre toccava nelle parti intime un ragazzo nudo ("Aveva un’irritazione da curare" si era giustificato in aula l’uomo di chiesa) il gruppo gli estorse un capitale.

In quattro mesi il sacerdote - che non si è mai costituito parte civile - ha versato 170mila euro, in base alla ricostruzione accusatoria averi personali e prestiti, da parte della famiglia ma anche della parrocchia. A riprova delle somme incassate dagli imputati, numerosi bonifici diretti in Romania.Tra il febbraio e aprile 2021 due furono arrestati durante consegne di denaro. I complici, seppure identificati, non sono mai stati rintracciati. Ieri la giustizia ha fatto il suo corso e i giudici - presidente, Luca Tringali - ha inflitto loro nove anni, tanto quanto aveva chiesto la procura.