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26 mag 2022
26 mag 2022

Omicidio Ziliani, confessa anche la figlia Silvia. Il fidanzato: "Siamo stati noi"

Mirto Milani ha parlato nel corso di un interrogatorio chiesto dopo la chiusura delle indagini. Anche le due figlie della vittima davanti al magistrato

26 mag 2022
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Laura Ziliani insieme alle figlie Paola e Silvia, e Mirto Milani
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Laura Ziliani insieme alle figlie Paola e Silvia, e Mirto Milani

Brescia, 26 maggio 2022 - Nuova svolta, nel giro di poche ore, sull'omicidio di Laura Ziliani, la vigilessa di Temù ritrovata nel greto dell’Oglio l'8 agosto scorso, per la cui morte sono in carcere le due figlie della donna e Mirto Milani, fidanzato di una e amante dell’altra.

Dopo il giovane, è arrivata anche la confessione della figlia primogenita della vittima, la 28enne Silvia Zani. Confermati il movente economico e l'intenzione di appropriarsi del patrimonio immobiliare di Ziliani, che era vedova. Ora è in corso l'interrogatorio di Paola Zani, sorella di Silvia e figlia minore della vittima, anche lei, come gli altri due, in carcere dal 24 settembre 2021.

Una scelta radicale quella di Mirto e Silvia, visto che nessuno aveva mai parlato, neppure durante l’interrogatorio di garanzia. Il 30enne, in oltre 4 ore di faccia faccia con il pm, non avrebbe scaricato le responsabilità sulle sorelle Zani ma avrebbe ammesso che ad agire, l'8 maggio di un anno fa, sarebbero stati tutti e tre insieme. Dopo la confessione, Milani ha avuto un crollo emotivo e ora si trova ricoverato in ospedale. Il giovane avrebbe manifestato l'intenzione di togliersi la vita ed è così scattato il protocollo interno al carcere con il trasferimento in ospedale dove si trova piantonato. Da ieri sono invece in celle diverse, nel carcere di Verziano, le due figlie di Laura Ziliani.

L'omicidio

Laura Ziliani, secondo gli esiti della perizia effettuata dall’istituto di Medicina Legale dell’ospedale Civile di Brescia, sarebbe stata stordita con benzodiazepine e poi soffocata, nella notte fra il 7 e l'8 maggio 202, nell'abitazione di via Ballardini a Temù. Nella relazione medico legale del professor Andrea Verzeletti si legge che questi farmaci avrebbero prodotto "sonnolenza, torpore, ridotta capacità di movimento e in generale di reagire a insulti lesivi esterni". Medicinali assai difficilmente in grado da per sé soli di portare alla morte un soggetto. Nessuna ferita, nessuna frattura, nessuna lesione rilevata dall’autopsia. Quella del soffocamento è allora l’ipotesi più plausibile. Provocata con qualcosa di soffice, con un cuscino o un sacchetto di plastica. Il corpo, vestito con canotta e slip, viene poi trasferito e sotterrato in riva all’Oglio. 

Il ritrovamento del corpo

L'8 agosto 2021, il corpo di Laura Ziliani viene ritrovato senza vestiti, ma solo con la biancheria intima, parzialmente ben conservato, nei pressi dell’alveo del fiume Oglio, dopo una piena che, probabilmente, fa emergere la salma dal nascondiglio di foglie e frasche in cui era stato seppellito. Secondo la procura i tre avrebbero cercato di scavare una fossa a poca distanza dal luogo in cui poi viene rinvenuto il cadavere. 

L'arresto  del 'trio criminale'

Dopo il ritrovamento del corpo, il cerchio si stringe intorno alle due figlie della vittima, che il giorno della scomparsa avevano preparato una torta e fingevano di aspettare il ritorno della madre, e al fidanzato di una delle due. Man mano che proseguono le indagini i tre si delineano come un trio compatto che ha premeditato lungamente l'assassinio, con Mirto Milani come regista occulto. La mattina del 24 settembre, Silvia e Paola Zani vengono arrestate: la prima è una fisioterapista all'epoca 27enne, mentra la seconda è una studentessa di Economia di 19 anni. Le due ragazze  - che hanno una sorella, neppure mai indagata e che ha problemi di salute - ​sono state prelevate nella loro abitazione in un condominio di via Galvani alla periferia di Brescia. Viene fermato anche il fidanzato di Silvia, Mirto Milani. Il giovane ha 29 anni ed è nativo di Calolziocorte, nel Lecchese, ma residente a Roncola San Bernardo, nella Bergamasca. E' laureato in Psicologia,  ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ed è un sopranista. Silvia e Mirto si sono conosciuti una decina di anni fa durante una vacanza studio nel Regno Unito. 

Il movente

Secondo il quadro accusatorio, l’intento del 'trio diabolico' era quello di sostituirsi a Laura Ziliani nell’amministrazione di un cospicuo patrimonio immobiliare di fabbricati e terreni di cui la donna era comproprietaria insieme con le due figlie, con gli affitti che garantivano redditi sicuri e importanti. Tutto, secondo Mirto Milani, gestito in maniera irresponsabile dalla suocera. Gli investigatori hanno registrato alcune conversazioni in cui le due sorelle commentavano la situazione patrimoniale della madre, precisando la volontà di impossessarsi il prima possibile del canone d'affitto di alcuni appartamenti.

Il malore

Mirto Milani è ricoverato in ospedale dopo un crollo emotivo accusato in carcere in seguito alla confessione. Il giovane di origini bergamasche avrebbe manifestato l'intenzione di togliersi la vita ed è così scattato il protocollo interno al carcere con il trasferimento in ospedale dove si trova piantonato. 

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