I lombardi nella lista nera di Putin: chi sono e cosa fanno

Due bresciani e due bergamaschi nel file che scheda gli oppositori di Mosca

Sembrerebbero amici, almeno sui social, Renzo Folco e Giovanni Arsenio Scaroni, due bresciani, uno di adozione, l’altro di nascita, finiti nella lista nera di Putin. I loro nomi compaiono tra quelli dei 25 italiani all’interno di un database di 96.572 ricercati internazionali, scaricati da Mediazona, sito russo di opposizione a Putin.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

La lista, pubblicata il 13 febbraio scorso, è stata resa leggibile grazie a Alex Orlwski, tra i maggiori esperti a livello internazionale di marketing politico e monitoraggio dei social, che ha provveduto a filtrare le nazionalità e tradurre dal cirillico. Sono emersi così i nomi di 25 italiani, tra cui, appunto quelli di Giovanni Arsenio Scaroni, classe 1955, di Lumezzane, e Renzo Folco, vicentino che, sui social, dichiara di vivere a Brescia. Tra i suoi contatti social, ci sono diversi locali della Val Gobbia (che però non lo conoscono direttamente) e, appunto, compare anche Giovanni Scaroni, che potrebbe essere l’altro inviso a Putin.

Nella lista di Mediazona, i due non sono stati inseriti in nessuna delle categoria che spiegano le motivazioni per cui sono finiti nel mirino del Cremlino insieme, per citare un nome, a Giulia Schiff, ex pilota veneziana che combatte con gli ucraini. I profili social dei due lasciano più ombre che certezze sulla loro identità. Amici su Facebook, tra i post pubblicati compaiono le stesse immagini. Oltre ai due bresciani, in lista ci sono anche due bergamaschi. Si tratta di Filippo Paolo Duzioni e Vittorio Dordi di Cazzaniga, che avrebbero già avuto guai con la giustizia: il nome di Dordi compare in vicende di traffico internazionale d’armi.