Temù (Brescia), 11 agosto 2021 -  Un giallo lungo tre mesi. E' l'8 maggio quando Laura Ziliani scompare da Temù, borgo della valle Camonica, e di lei non si sa più nulla.  Nel suo paese la donna era conosciutissima e non solo perché aveva fatto l’agente di polizia locale in paese, ma perché lì era nata e cresciuta, si era fidanzata e sposata e poi aveva avuto le tre figlie. Innamoratissima del marito Enrico Zani, morto a 53 anni nel 2012 all’ospedale di Edolo, dopo essere finito sotto una valanga con l’amico Aldo Sandrini mentre praticavano lo scialpinismo. Zani era insegnante all'istituto Medeghini di Edolo. Anche nella cittadina più popolosa della valle ricordano Laura Ziliani, descritta come sempre gentile e educata.  E a temù ne parlano come una madre amorevole e attenta.

Laura Ziliani, dall'amore per le figlie alla passione per la montagna

L'allarme e le ricerche

La mattina dell'8 maggio le figlie di Laura Ziliani danno l'allarme non vedendo arrivare la madre con cui hanno appuntamento. Stando a quanto raccontanbo, la donna sarebbe uscita alle sette dalla casa di via Ballardini, in centro al paese, in direzione Villa Dalegno e sarebbe dovuta tornare alle 10 per aiutarle a sgomberare rifiuti voluminosi dalla palazzina, dove la famiglia ha 4 appartamenti che intende trasformare in b&b. È uscita senza cellulare, dimenticato stando alle ragazze in soggiorno dopo una telefonata alla sorella, affetta da problemi di salute.  Immediatamente partono le ricerche dalla casa di Temù e dal campo base allestito in paese: al lavoro i tecnici del Soccorso alpino, i vigili del fuoco,i soccorritori della Guardia di Finanza e la Protezione Civile. Otto giorni di ricerche prima della sospensione come da protocollo. Sono 2.500 i chilometri di tracce gps segnate per scandagliare il territorio. Battute la Val Canè, la Valle delle Messi, la Val d’Avio, la conca Casola. Dragata la diga Edison  e il fiume Oglio passato palmo a palmo. Ma dell'ex vigilessa non c'è traccia.

Una scarpa e il cellulare

Una piccola speranza arriva il 25 maggio quando, nei pressi del torrente Fiumeclo, viene trovata una scarpa marca Salomon, con la tomaia bucata. Una delle figlie della Ziliani la riconosce. Si torna a cercare. Invece, il cellulare viene recuperato in cantina dietro una cassapanca, tre piani più sotto, e risulta spento dalla sera precedente della scomparsa. Laura, inoltre, sarebbe uscita senza l’orologio gps, da cui, esperta escursionista, non si separava mai. Era su un mobile. 

Il giallo dell'auto

Ma se Laura Ziliani è davvero uscita quella mattina possibile che le due telecamere di Temù non l'abbiano inquadrata? Non c’è chiarezza nemmeno sugli orari di arrivo in paese. La sua Audi è rimasta posteggiata vicino al municipio, come al solito. La 55enne era abituata a lasciarla lì quando il venerdì sera raggiungeva i monti per il fine settimana. Di lei, però, nessuna traccia nemmeno appunto venerdì 7 maggio. L’auto era fuori dal raggio d’inquadratura della telecamera del paese, e non si è vista nemmeno correre sulla Statale 42, perché l’impianto di videosorveglianza in quel frangente era in riparazione. 

Indagate le figlie

Il  28 giugno due delle tre figlie di Laura Ziliani (la maggiore, 27 anni, e la minore, 19 anni) vengono iscritte nel registro degli indagati della procura di Brescia per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Stessa sorte per il fidanzato della primogenita, un 30enne di Lecco. Viene anche messa sotto sequestro l’abitazione di Temù dove vive la figlia maggiore. La trasformazione della villetta familiare in bed and breakfast, sostengono fonti investigative, era stata motivo d’attrito in casa e tra i familiari.

Un corpo vicino al fiume Oglio

Domenica 8 agosto viene ritrovato un corpo macerato dall’acqua dell’Oglio, che lo ha dissepolto. Subito il pensiero va a Laura Ziliani. Dall’esame del Dna, che sarà eseguito con l’autopsia in programma per domani, ci si aspetta la conferma definitiva. Addosso brandelli di indumenti, nessuno da montagna, l’intimo, forse una vestaglia. Nel frattempo, si creano due schieramenti. La mamma, la figlia non indagata e i due fratelli di Laura Ziliani da una parte, le due figlie indagate dall'altra. I primi si sono affidati ad un legale che nominerà un consulente in vista della prova di comparazione del Dna con il cadavere ritrovato domenica,  in vista dell'autopsia.  Le due figlie indagate di Laura Ziliani e il fidanzato della maggiore sono rappresentati da avvocati diversi. Una scelta che divide la famiglia già alle prese con molti dubbi su come sia morta la 55enne.