
Raffaella Ragnoli in aula
Brescia – La Corte d’Assise di Brescia ha condannato all’ergastolo Raffaella Ragnoli, la 58enne che quasi due anni fa ha ucciso il marito al culmine di una discussione. Il pubblico ministero Flavio Mastrototaro aveva chiesto una reclusione pari a 24 anni per la donna, che ha accoltellato a morte il marito Romano Fagoni, con cui da tempo le discussioni erano sempre più frequenti e accese. Il fatto è accaduto nella abitazione di famiglia a Nuvolento, davanti agli occhi del figlio quindicenne della coppia.
Raffaella Ragnoli, prima della discussione, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee spiegando di “essere distrutta” e sottolineando: “Ogni volta che penso a quella sera sono terrorizzata. Quel gesto non mi appartiene. Chiedo perdono a tutti coloro che soffrono per quanto è accaduto”. La difesa, nel corso del processo, aveva messo in dubbio la capacità di intendere e di volere di Ragnoli. La donna è risultata però, secondo il perito della Corte d’Assise Giacomo Filippini, “capace di intendere e volere al momento del delitto”.

L’omicidio era maturato in un contesto difficile. Raffaella Ragnoli ha sempre dichiarato di avere agito poiché il congiunto stava minacciando il figlio minorenne, che per contro ha negato di essersi sentito in pericolo. Sempre per Filippini, però, Ragnoli nei mesi prima dell’omicidio “era sottoposta a forte stress per la situazione con il marito e la gestione della suocera”. Sarebbe stata, insomma, “fragile ma non inferma”. Per questo motivo la pubblica accusa ha ritenuto di riconoscerle le attenuanti generiche con giudizio di equivalenza rispetto alle aggravanti che le sono state contestate, in virtù dello stress che caratterizzava il periodo precedente l’uccisione del marito.
La legittima difesa è stata esclusa già nelle prime fasi del processo. È stata tenuta in considerazione pure la collaborazione della donna nel corso delle indagini e del processo. Raffaella Ragnoli aveva ucciso il marito con sei coltellate e subito dopo l’omicidio aveva riferito agli inquirenti che il marito aveva problemi di alcolismo e che era disoccupato e non lavorava. Secondo il racconto della donna, Fagoni “aveva il coltello alla gola di nostro figlio. Vuoi vivere o morire? Continuava a domandargli: ero fuori di me e l’ho ucciso” aveva confessato.