
Il sindaco di Prevalle Damiano Giustacchini si è ritrovato al centro di minacce anonime per una manifestazione culturale «Ho ricevuto la solidarietà di tutti. Sono casi isolati ma non vanno sottovalutati»
Insulti, aggressioni verbali, minacce, intimidazioni. È clima sociale grigio e incattivito quello in cui gli amministratori locali si trovano ad operare, spesso facendone le spese, perché, per tutelare sé stessi e talvolta anche i propri familiari, devono rivolgersi alle forze dell’ordine. Lo racconta la nuova edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro”, presentato da Avviso Pubblico. La Lombardia è la prima regione del centro nord per numero di atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali e del personale della Pubblica Amministrazione, 337 dal 2010 al 2024, con 152 comuni colpiti: ciò significa che, negli ultimi 15 anni, gli amministratori di un comune su 10 hanno vissuto atti di intimidazione o minaccia.
Nella provincia di Brescia, in questo lasso di tempo si sono registrati 20 casi di minacce o intimidazioni, denunciati da amministratori locali, in prevalenza sindaci, i principali destinatari; 17 i comuni coinvolti, il numero più alto in Lombardia dopo Milano e Varese. "Quando succede, sicuramente fa male, psicologicamente. Nel mio caso ho reagito rafforzando il mio impegno, vista la solidarietà ricevuta da tante persone". A parlare è Damiano Giustacchini, sindaco di Prevalle, destinatario, a fine maggio, di una lettera che prendeva di mira la manifestazione culturale ‘Liber’. Il messaggio, che presentava il simbolo anarchico, se la prendeva con il "Comune dai risvolti fascisti, sovranisti e nostalgici. Altro che Liber. Farete la fine del vostro amato Dux". Un’intimidazione denunciata prontamente ai Carabinieri, anche se l’autore (o gli autori) non avrebbe ancora nome né volto. "In realtà era una fiera del libro che coinvolgeva case editrici di tutte le correnti politiche, organizzata in modo molto libero ed è stata apprezzata dalle persone. Mi ha fatto molto piacere che tanti, anche della minoranza, mi abbiamo manifestato solidarietà". Questi episodi, che nulla hanno a che fare con la normale dialettica politica o dalla critica, minano la serenità degli amministratori.
"D’altra parte – spiega Giustacchini – sono casi isolati, che non vanno sottovalutati, ma io penso anche che sono molte di più le persone che apprezzano quello che facciamo". Altro discorso è quello della violenza verbale sui social, sfogatoio d’eccellenza in cui insulti e offese volano in nome della libertà d’espressione. "Un fenomeno molto diffuso – commenta Giustacchini – purtroppo le persone non si rendono neanche conto di ciò che fanno né delle conseguenze in cui possono incorrere".