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16 feb 2022

Bergamo, il virus non uccide più: stesse morti degli anni pre-Covid


Dopo l’incremento del 60% di decessi nel 2020, nell’ultimo anno i dati sono tornati in linea con il 2019

michele andreucci
Cronaca
(DIRE) Milano, 13 mar. - E' comparsa una foto oggi all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la provincia italiana con piu' contagi per covid-19 (piu' di 2.300). Un'infermiera che accudisce uno stivale italiano avvolto nel tricolore, come a far capire che il paese regge e va avanti. Specie nel suo personale medico e infermieristico. Un'immagine che ha colpito tutti, incluso il governatore lombardo Attilio Fontana: "Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, uno dei poli sanitari piu' duramente colpito dall'emergenza proprio in questo momento. Grazie! Forza", commenta il presidente. (Nim/ Dire) 20:16 13-03-20 NNNN
L'immagine simbolo sulla facciata dell'ospedale di Bergamo

Bergamo - L’anno più tragico è stato il 2020, quello caratterizzato dalla prima ondata della pandemia che così tanti morti ha provocato. Nel 2021, invece, la mortalità nella Bergamasca è stata quasi come negli anni pre-Covid. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Istat sulla mortalità, ovvero la prospettiva che attraverso le anagrafi osserva l’impatto del Covid, lo scorso anno Bergamo è stato uno dei luoghi d’Italia dove la pandemia ha provocato meno morti, l’esatto contrario di quello che accadde nel 2020. 

I dati dell’Istituto di statistica vanno a considerare tutti i decessi registrati tra gennaio e novembre (l’ultimo mese disponibile) nei comuni italiani: numeri, questi, attraverso cui è possibile leggere l’effetto del Covid, rappresentato dall’incremento rispetto alla media dei decessi prima della pandemia. Nei primi 11 mesi del 2021, nella Bergamasca sono morte 9.346 persone: negli stessi messi degli anni pre-Covid, dal 2015 al 2019, in media tra gennaio e novembre morivano 9.290 bergamaschi. Ne consegue che la mortalità è aumentata dello 0,61%, con un incremento di 56 decessi rispetto a quelli «attesi» in base a ciò che si osservava prima della pandemia. Solo tre province in Italia hanno avuto una variazione più contenuta nella mortalità: Verbano-Cusio-Ossola (dove la mortalità e calata dello 0,03%), Genova (-0,31%) e Alessandria (-2,36%). Nelle altre aree della Lombardia, la mortalità è invece cresciuta dell’1,81% in provincia di Cremona, +3,54% a Sondrio, +3,91% a Pavia, +5,45% a Lodi, +7,02% a Milano, +10,44% a Mantova, +11,13% a Lecco, +11,47% a Como, +12,36% a Varese, e + 12,74% a Brescia. A livello nazionale, i decessi sono cresciuti del 9,13%, con 641.135 morti tra gennaio e novembre 2021 contro i 587.487 che mediamente si osservavano negli stessi mesi in epoca pre-Covid. 

Il 2020, viceversa, aveva visto la Bergamasca al primo posto in Italia per aumento della mortalità, con una crescita del 60,6% rispetto al pre-Covid. Nell’anno dello scoppio della pandemia, in totale a Bergamo si erano contati 16.368 decessi contro i 10.195 decessi che si riscontravano in media tra 2015 e 2019. In quei 6.173 decessi in più, c’è il vero tributo umano pagato soprattutto durante la prima ondata del Covid che ha letteralmente devastato la Bergamasca. Le ondate successive sono state invece inevitabilmente più tenui. A livello nazionale, infine, nel 2020 la mortalità era aumentata del 15,6& passando da 645.619 a 746.146 decessi: quasi 100mila morti in più, quasi tutti ascrivibili al Covid.

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