Tassa sanitaria sui vecchi frontalieri. Bertolaso: una giusta compensazione

La valutazione dell’assessore regionale al welfare che dovrà stabilire l’ammontare dell’aliquota ha sollevato critiche

Tassa sanitaria sui vecchi frontalieri. Bertolaso: una giusta compensazione
Tassa sanitaria sui vecchi frontalieri. Bertolaso: una giusta compensazione

Non piace quasi a nessuno la “tassa sanitaria” sui vecchi frontalieri: non ai diretti interessati che ne farebbero volentieri a meno visto che costerà loro fino a 2mila euro l’anno, non ai sindacati di categoria e anche i sindaci dei paesi dell’area di confine sono parecchio scettici, come i medici e gli operatori sanitari scettici sul fatto che la nuova gabella, una volta raccolta, finisca davvero a loro. C’è un’unica eccezione, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso che ieri mattina, rispondendo in Consiglio regionale, ha definito la nuova tassa una "Giusta compensazione". Del resto toccherà proprio a lui, insieme al governatore Fontana, stabilire l’esatto ammontare dell’aliquota.

Per Bertolaso la nuova tassa sanitaria imposta ai vecchi frontalieri è una compensazione per gli investimenti in formazione persi con la fuoriuscita di personale sanitario verso la Svizzera. "Personale formato in Italia, a spese nostre – ha puntualizzato –. Si tratta di una legge dello Stato e noi intendiamo applicarla. È una norma più che giusta, più che sacrosanta". Affermazioni che hanno suscitato l’ira delle opposizioni. "Vediamo che Regione Lombardia sarà ben felice di mettere le mani nelle tasche di decine di migliaia di frontalieri che già versano milioni di euro all’anno di tasse che tornano all’Italia tramite il sistema dei ristorni – il commento del consigliere Pd, Angelo Orsenigo –. Sappiamo che la fuga di professionisti sanitari verso la Svizzera sta mettendo in crisi gli ospedali lombardi. Ma piuttosto che inserire misure strutturali di sostegno alla categoria con risorse proprie, la Regione preferisce procedere con una tassa calata dall’alto sulla pelle di altri lavoratori e senza nemmeno confrontarsi con i sindacati".

Le affermazioni dell’assessore al Welfare non sono piaciute neppure agli esponenti di M5s. "Bertolaso ha evidenziato il problema di medici e infermieri che dal pubblico fuggono dall’Italia – aggiunge Paola Pollini, consigliera regionale del M5s e membro della Commissione Speciale Italia- Svizzera –. Eppure l’assessore dovrebbe fare un mea culpa perché il sistema Sanitario Regionale è da anni che subisce un continuo smantellamento in favore del privato, penalizzando sia chi vi lavora che i cittadini che si vedono sempre meno servizi".

Roberto Canali