Basket: tifosi ciechi e ipovedenti sugli spalti, a Varese debutta il sistema Connect me too. Cos’è e come funziona

La sfida contro Venezia al palazzetto sarà fruibile anche ai supporter con gravi problemi di vista. E tutti gli altri potranno vivere un minuto di partita in assenza di luce

Una veduta del palazzetto di Masnago (Archivio)

Una veduta del palazzetto di Masnago (Archivio)

Varese, 13 gennaio 2024 – Per la prima volta un incontro di basket sarà fruibile a tifosi ciechi, ipovedenti e pluridisabili visivi, grazie al sistema di audiodescrizione “Connect Me Too”. Avverrà domenica 14 gennaio al palazzetto di Varese in occasione della partita contro Venezia, con palla a due alle 16.30.

Radiocronaca “visibile”

Il servizio è in grado di divulgare una radiocronaca iperdescrittiva, realizzata da un professionista appositamente formato che riporta fedelmente i dettagli della sfida nel rettangolo di gioco e tutte le sfumature di ciò che accade intorno, ad esempio in panchina o sugli spalti, per far vivere un’esperienza sportiva unica e totalizzante. Il commento è accessibile da parte degli utenti tramite smartphone e auricolari.

Il progetto dell’audiodescrizione inclusiva è nato dalla collaborazione tra Ac Milan, nella veste di promotore dell’idea, e Cmt in qualità di partner tecnologico.

Un minuto al buio

Ma la serata non si limiterà a questo: il club biancorosso, a dieci giorni di distanza dal World Braille Day, incorporerà in supporto e rappresentanza della comunità non vedente e ipovedente la scritta ‘Varese’ in braille sulle divise da gioco, diventando così la prima squadra di basket professionistica in Europa a scendere in campo con queste uniche uniformi a sostegno della disabilità visiva.

Durante il match sarà inoltre proposta al pubblico l’irripetibile esperienza di vivere un minuto di partita in assenza di luce nel corso del quale lo spettatore potrà utilizzare gli altri sensi riscoprendo così con modalità diverse il mondo del basket.

"La nostra volontà come club - dice il direttore marketing di Pallacanestro Varese Francesco Finazzer Flori - non è quella di fermarci a organizzare solamente una Braille Night, ma bensì di impegnarci a sostenere costantemente la comunità, con tutto il nostro impegno, creando connessioni significative e promuovendo il più forte senso di unità possibile, perché il basket rappresenta condivisione e unione fin dalle sue radici”.