Perseguitata da stalker, l’incubo di Alessia Orro: "Mi fa schifo, ho avuto paura"

La pallavolista della Unet E-Work di Busto Arsizio e della nazionale: "Voglio dire alle vittime di stalking di non aver paura e di denunciare"

Alessia Orro, la pallavolista della Nazionale vittima di uno stalker
Alessia Orro, la pallavolista della Nazionale vittima di uno stalker

Busto Arsizio (Varese), 27 settembre 2019 - «Mi ha fatto schifo » . Si sfoga a tutto campo la giocatrice di volley Alessia Orro, ventunenne palleggiatrice della Unet E-Work di Busto Arsizio e della nazionale. Lo stalker che l’ha perseguitata - Angelo Persico, 53 anni novarese - è stato arrestato. «Non capisco come si possa fare ad arrivare al punto di far sentire a disagio una ragazza, a farle provare paura». L’incubo di Alessia è finito. E ha scelto di raccontarlo a tutti per invitare le ragazze e le donne a denunciare il persecutore all’autorità giudiziaria. «Parlare in pubblico di questa brutta vicenda – ha detto ieri la Orro a casa Uyba – può far bene a me, per sfogarmi, e alle persone che hanno avuto la mia stessa esperienza. Voglio dire alle vittime di stalking di non aver paura e di denunciare i fatti perché la situazione può davvero diventare molto pericolosa». L'incubo è cominciato a inizio estate, con attenzioni sempre più morbose (messaggi sempre più spinti) ricevute sui social da Angelo Persico, il novarese che aveva perso la testa per lei. «All’inizio ero convinta che fosse un ammiratore, poi sono arrivati messaggi piuttosto pesanti, me lo sono ritrovato praticamente da tutte le parti. Mi sono sentita seguita, ovunque. L’ho bloccato sui social, più volte, e ho pensato che la vicenda fosse finita. Ma quando sono tornata a Busto per la ripresa degli allenamenti mi sono resa conto che purtroppo era solo l’inizio. Lui era ancora lì».

Con chi si è confidata quando le sono arrivati i primi messaggi «pesanti»?

«Ero in nazionale. Ho parlato con le mie compagne che sono state le prime a vivere con me questo momento, standomi vicina».

Quanto è stato importante per affrontare questa vicenda avere l’appoggio, oltre del fidanzato e della famiglia, delle compagne di squadra e della società?

«Ringrazio la società che mi aiutato in tutto e le mie compagne che mi sono state vicine. Dirigenti e staff erano lì a controllarlo nel corso e dopo le partite e gli allenamenti, mi hanno accompagnato alla macchina quanto tornavo a casa e poi si sono sempre accertati sul fatto che fossi arrivata senza problemi».

Dal punto di vista sportivo, questa situazione quanto l’ha condizionata?

«Lui è stato a due amichevoli della Uyba: a Piacenza e a Olbia. Sinceramente in queste due partite ho pensato di più alla situazione, a lui che era a bordo campo che a concentrarmi per le partite. È stato difficile… appena mi giravo era lì, mi fissava in continuazione».

Ora è cambiato o cambierà qualcosa nel rapporto tra Alessia e i suoi tanti fan?

«Ora prima di rispondere sui social ci penserò dieci volte, soprattutto alle persone che non conosco. Ma con i fan di Busto, con i quali ho un grande legame costruito in questi anni, non cambierà nulla».