Gallarate: Rolex pagati con banconote false, denunciato finto commerciante svizzero

L’uomo raggirato, uno spagnolo, si era messo d’accordo per un pagamento in contanti, da effettuarsi in un albergo del Basso Varesotto. Una volta tornato in camera, ha scoperto di essere stato truffato

Gallarate, 25 marzo 2024 – Una truffa architettata con attenzione, destinata a concludersi con successo se non fosse stato per due piccoli dettagli. Le impronte digitali lasciate su un tavolo e la targa dell'auto riprese dalle telecamere di sorveglianza hanno inchiodato il presunto autore di un raggiro portato a termine con il metodo “rip deal”. Ovvero, la formula del cambio di valuta “sporco”, per cui ci si fa consegnare dei beni pagandoli con banconote che si rivelano false. 

Rolex falsi (Archivio)
Rolex falsi (Archivio)

La ricostruzione

L’indagine degli agenti del commissariato di Gallarate è iniziata nel gennaio scorso, quando il cliente spagnolo di un albergo si mette in contatto con la polizia per denunciare il furto di sei Rolex.

Gli investigatori ricostruiscono come l’uomo sia arrivato a Gallarate: la stanza gli è stata pagata da un sedicente commerciante svizzero, che l’ha invitato nel Basso Varesotto per chiudere la compravendita di sei orologi di lusso, al prezzo complessivo di 53mila euro.

La somma, secondo le intese stabilite durante una lunga trattativa condotta anche con un paio di incontri preliminari a Valencia, gli sarebbe stata corrisposta in contanti.

L’incontro

Al suo arrivo a Gallarate il venditore di orologi si trova davanti due persone, l’uomo che si rivelerà un truffatore e il suo complice. I tre si recano in una sala riunioni dell’hotel, anche questa prenotata dal “commerciante svizzero”. Qui, sul tavolo, ci sono una macchinetta conta soldi e un dispositivo che dovrebbe accertarne l’autenticità.

Successivamente il denaro viene depositato in una borsetta, sigillata con il nastro adesivo e consegnata al venditore, in cambio della valigetta con gli orologi. Compratore e venditore, a quel punto, si separano. Lo spagnolo rientra in camera e apre la borsetta, all’interno della quale trova solo sette banconote da 100 euro autentiche. Il resto è carta straccia.

Gli accertamenti

Arrivati in albergo, gli agenti della scientifica si occupano di identificare eventuali tracce che possano condurre agli autori della truffa. Isolano alcune impronte digitali sul tavolo della sala riunioni, che si rivelano appartenere a un trentenne sinti, domiciliato nel Gallaratese.

Successivamente viene identificata anche l’auto su cui il truffatore e il complice si sono allontanati, dopo che il numero di targa viene osservato nelle riprese delle telecamere di videosorveglianza attive in hotel. Da qui la denuncia con l’accusa di truffa aggravata.