SARA GIUDICI
Cronaca

Ex Novartis, futuro incerto: idea data center sull’area

Origgio, il Comitato esprime dubbi. Gli attivisti sono per una riqualificazione secondo criteri ambientali e sociali: “L’insediamento consuma grandi quantità di energia elettrica ed emette rumore”

Gli esponenti del Comitato Prospettive Area ex Novartis che esprimono perplessità sul progetto

Gli esponenti del Comitato Prospettive Area ex Novartis che esprimono perplessità sul progetto

Origgio (Varese) – L’ipotesi di un datacenter nell’area ex Novartis rilancia il dibattito sulla destinazione del sito, già oggetto di contestazioni per un precedente progetto logistico. Il Comitato Prospettive Area ex Novartis torna a intervenire, esprimendo “perplessità e domande”. “Il nostro impegno – si legge nella nota – è indirizzato alla riqualificazione sostenibile del sito ex-industriale, secondo criteri ambientali, sociali e urbanistici che tutelino il territorio e migliorino la qualità della vita dei cittadini.” Un obiettivo ribadito alla luce di quanto emerso in questi giorni, con il rilancio della possibilità di un insediamento datacenter promosso dal gruppo Akno, in alternativa alla piattaforma logistica già proposta e fortemente contestata. Sulla nuova ipotesi del datacenter, il Comitato segnala la totale assenza di documentazione ufficiale: “Nessun progetto è attualmente presente sul sito Silvia della Regione Lombardia, strumento ufficiale per la consultazione dei progetti in corso. In assenza di atti pubblici, ci chiediamo con quale legittimità tale informazione sia stata diffusa”.

Un elemento che, unito al silenzio delle istituzioni, alimenta incertezza e sfiducia. Anche dal punto di vista ambientale, si evidenziano numerosi punti critici. “Un datacenter consuma grandi quantità di energia elettrica e acqua, emette rumore, aria calda e umida, e funziona in modo continuo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, con emissioni costanti.” I rischi non si limitano al consumo energetico: “I generatori di emergenza non sono normalmente dotati di sistemi di abbattimento degli inquinanti e rappresentano una fonte potenziale di inquinamento”.

Il Comitato punta inoltre il dito contro il progressivo deterioramento dell’area, che sembra giocare a favore di logiche speculative. “Non possiamo non osservare come il progressivo degrado degli edifici della ex-Novartis vada a vantaggio di chi, come Akno, ha interesse a ricostruire da zero massimizzando la volumetria disponibile”. Infine, viene affrontato anche il tema occupazionale: “Un datacenter occuperebbe circa una trentina di addetti, meno rispetto a una logistica, ma con professionalità più qualificate”. Il Comitato conclude che la riqualificazione dell’ex Novartis “rappresenta un’occasione irripetibile: va affrontato con visione, rispetto per il territorio e responsabilità collettiva.”