Donne da proteggere. Busto Arsizio ente capofila della Rete Antiviolenza

La giunta ha deliberato di aderire alla programmazione della Regione sostenendo le attività di centri ad hoc, case rifugio e strutture di ospitalità.

Donne da proteggere. Busto Arsizio ente capofila della Rete Antiviolenza

Continua sul territorio la mobilitazione di enti, scuole e associazioni per costruire una rete in difesa delle donne vittime di violenza.

Fondamentali le risorse regionali assegnate al comune di Busto Arsizio per le attività di sostegno alle donne vittime di violenza. Busto è l’ente capofila della Rete Interistituzionale Antiviolenza degli ambiti territoriali che comprende Saronno, Gallarate e Somma Lombardo. L’altro giorno su proposta dell’assessore all’Inclusione Paola Reguzzoni la giunta ha deliberato di aderire alla programmazione della Regione Lombardia per gli anni 2024-2025, sostenendo le attività dei centri antiviolenza e delle case rifugio/strutture di ospitalità, pubblici e privati, esistenti sul territorio regionale per donne e loro figli minori vittime di violenza di genere, garantendo la continuità degli interventi già in atto. Dalla Regione al comune sono stati assegnati fondi per 281.169 euro. C’è grande attenzione da parte dell’amministrazione comunale bustese nei confronti dei progetti per contrastare la violenza sulle donne, in città ha sede il Centro antiviolenza E.VA Odv, da oltre 10 anni un punto di riferimento molto importante che aiuta ad uscire dal silenzio e dalla paura le vittime di violenze e maltrattamenti. Inoltre, solo pochi giorni fa, l’assessore Reguzzoni ha ribadito l’impegno a destinare gli immobili confiscati alla mafia, in viale Diaz e in via Amalfi,dopo la riqualificazione degli ambienti, all’accoglienza abitativa di situazioni fragili, come famiglie in difficoltà e donne vittime di violenza, che faticano a trovare una sistemazione. L’altro giorno in giunta un segnale importante, la conferma all’adesione alla programmazione regionale per gli anni 2024-25 per sostenere le attività dei centri antiviolenza e delle strutture di ospitalità per le vittime, donne e loro figli minori. E numeri su cui riflettere sono quelli dell’attività di E.VA odv nel 2023: sono state 220 le donne assistite dalla rete territoriale, 41 sono state accompagnate al Pronto Soccorso per le cure necessarie, 78 hanno avuto il coraggio di denunciare, 25 le donne che, a causa di pericoli imminenti, hanno trovato rifugio in una casa dedicata. Dati che testimoniano l’importante lavoro svolto dal centro bustese, un’attività intensa e continua che assicura quell’aiuto indispensabile alle donne, di tutte le età, va sottolineato, giovani e anche anziane, che decidono di rompere il silenzio sulle violenze.